Gunpla History

 In Gundam

I modellini in kit di Gundam, più comunemente chiamati GUNPLA (Ganpura) – GUNdam PLAstic model, nascono nei primi anni ’80, in seguito alla messa in onda della prima serie di Gundam nel 1979.

I primi GUNPLA realizzati dalla Bandai hanno un design molto “grezzo” rispetto a quello attuale, anche se all’epoca rispecchiava la controparte televisiva, che era quindi comunque apprezzato. Questi modellini vengono considerati NON-GRADE, e sono sia in scala 1/144 , che 1/100. Hanno runners (sprue) di soli 2 o 3 colori; sui pezzi non ci sono gli incastri “snap-fit” come nei modelli più recenti, ma solo dei piccoli perni di un paio di millimetri,che servono a far combaciare i pezzi che devono essere incollati; le articolazioni sono ridotte al minimo, perché mancano i polycaps in polietilene (pezzi di plastica morbida). Le linee di pannello e i dettagli sono quasi inesistenti.

Nel 1985, con l’uscita della serie “Z Gundam” e dei relativi modellini, vengono introdotti i polycaps in polietilene e alcuni pezzi hanno incastri “snap-fit”, ma è ancora necessario incollare i pezzi e verniciare l’intero modello.

Solo dopo 3 anni, con l’uscita del film “Char’s Counterattack” aumenta molto il livello di dettaglio dei kit, il numero di polycaps presenti e di incastri a secco, che rendono più facile il montaggio e aumentano la posabilità del Gunpla.

Solo nel 1989 inizia la vera rivoluzione grazie alla trasmissione dell’OVA “Gundam 0080: War In The Pocket” che riapre “l’Universal Century” che sembrava ormai concluso. Di conseguenza porta alla produzione di modellini che presentano le caratteristiche moderne, che dall’anno successivo saranno chiamati High Grade (HG). Tutti i pezzi sono assemblabili a secco, senza l’uso obbligatorio di colla, articolazioni riprogettate, che rendono i Gunpla più posabili e facili da montare. La presenza di diverse colorazioni delle sprue (anche su di uno stesso telaio) rende i modelli abbastanza dettagliati da non doverli ricolorare integralmente; ed infine il design viene rivisto in modo da rendere più somigliante il Gunpla alla controparte animata.

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Grazie al successo degli High Grade, nel 1990, Bandai decide di riproporre alcuni dei vecchi modelli come l’RX-78-2, lo Z Gundam, in versione HG, che ancora oggi sono considerate uscite storiche.

Dal ’91 al ’95 vengono rilasciate diverse serie di kit sia in scala 1/144 che 1/100, che pur avendo le stesse caratteristiche tecniche degli High Grade, a volte non riportano sulla confezione il logo HG.

Il 1995 passa alla storia come l’anno della nascita del primo Master Grade (MG), serie interamente in scala 1/100, e con dettagli mai visti fino a quel momento, come la possibilità di aprire alcuni pannelli e parti della corazza del modello. Il modello che apre quesa serie  non poteva essere altro che il mitico RX-78-2, totalmente rinnovato nel design.

Già dalla sesta uscita di questa serie, precisamnte con il MG dello Zaku II Shin Matsunada, viene inserita una novità progettuale: le gambe presentano per la prima volta un endoscheletro su cui si montano i pezzi che formano la corazza.

Dopo il successo riscosso da questa innovazione, Bandai decide di realizzare un Mobil Suit con endoscheletro visibile per più di metà del modello: il MG “Char’s Gelgoog” .

Nel 1998 viene lanciata una nuova linea di Model Kit chiamata PG (Perfect Grade). Questi Gunpa sono composti da numerosissimi pezzi, sono in scala 1/60, quindi dei veri giganti rispetto ai modelli usciti fino a quel momento, e raggiungono i 30 cm di altezza. Hanno numerosi dettagli e in alcune versioni è presente anche un sistema di illuminazione a led, che dà al modello un tocco di vita.

Nel maggio del 1999, viene commercializzata una nuova linea che diventerà la serie “consumer” per eccelenza nel mondo dei Gunpla, grazie all’elevato rapporto qualità/prezzo: HGUC (High Grade Universal Century) serie in scala 1/144 che è “l’evoluzione”  della vecchia  HG (tutti i modelli già usciti sono stati riprogettati). Capostipite di questa grande famiglia è l’RX-77 Guncannon.

Il mese seguente (giugno 1999), mese in cui si festeggia il ventesimo anniversario di Gundam,viene rilasciato il ventesimo MG , il MS-09 Dom, che dal punto di vista delle sezioni di scheletro risulta una naturale evoluzione del Gelgoog di tre anni prima. In questo modello l’endoscheletro si estende in maniera maggiore rispetto a prima, soprattuto nelle parti dove non era presente, cioè a livello del busto e nella parte posteriore del modello che, senza corazza, mostra  l’intero sistema di propulsione del Mobil Suit. Da questo momento in avanti, tutte le uscite dei MG  hanno uno scheletro interno su cui montare la corazza.

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