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	<title>Napster - Nerdvana - Nerd Magazine</title>
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	<description>Il Paradiso dei Nerd - Notizie, guide e recensioni su Apple, iPhone, Mac, iPod, iPad, iOS, Console e tecnologia.</description>
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		<title>Bon Jovi: &#8220;Jobs ha ucciso la musica.&#8221; Jon, ma ne sei proprio sicuro?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 14:47:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spotlight]]></category>
		<category><![CDATA[bon jovi]]></category>
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		<category><![CDATA[steve jobs]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da ieri rimbalzano su tutti i blog che si occupano di Apple le pesanti parole del leader dei Bon Jovi, Jon: “Dio, erano tempi estremamente magici. Odio apparire come un vecchio ora, ma lo sono. Segnatevi le mie parole, tra una generazione le persone diranno ‘Cosa successe?’. Steve Jobs è personalmente responsabile per star uccidendo [&#8230;]</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2011/03/15/bon-jovi-jobs-ha-ucciso-la-musica-jon-ma-ne-sei-proprio-sicuro/">Bon Jovi: &#8220;Jobs ha ucciso la musica.&#8221; Jon, ma ne sei proprio sicuro?</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3194" href="https://www.nerdvana.it/2011/03/15/bon-jovi-jobs-ha-ucciso-la-musica-jon-ma-ne-sei-proprio-sicuro/bon-jovi/"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3194" title="bon-jovi" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/03/bon-jovi-550x412.jpg" alt="" width="550" height="412" /></a></p>
<p>Da ieri rimbalzano su tutti i blog che si occupano di Apple le pesanti parole del leader dei Bon Jovi, Jon:</p>
<blockquote>
<p>“Dio, erano tempi estremamente magici. Odio apparire come un vecchio ora, ma lo sono. Segnatevi le mie parole, tra una generazione le persone diranno ‘Cosa successe?’. Steve Jobs è personalmente responsabile per star uccidendo l’industria discografica. [&#8230;&#8221;] I ragazzi oggi hanno perso la completa esperienza di mettere le cuffie, mettere il volume al massimo, chiudere gli occhi e perdersi in un album.”</p>
</blockquote>
<p><a rel="attachment wp-att-3195" href="https://www.nerdvana.it/2011/03/15/bon-jovi-jobs-ha-ucciso-la-musica-jon-ma-ne-sei-proprio-sicuro/napster_logo_nagy/"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3195" title="napster_logo_nagy" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/03/napster_logo_nagy-550x141.jpg" alt="" width="550" height="141" /></a></p>
<p>Per favore, non partiamo dal presupposto che io possa essere un fanboy. Vorrei semplicemente analizzare il contesto storico in cui nascono iPod, iTunes e l&#8217;iTunes Music Store. Era il 1999 quando due ragazzi della Northeastern University di Boston, Shawn Fanning e Sean Parker rilasciarono la prima versione di Napster, un programma peer to peer che permetteva di scambiare i propri file mp3 con altre persone connesse allo stesso network con una facilità disarmante. Napster si diffuse molto velocemente, tanto da allarmare l&#8217;intera industria discografica. Nel 2001, in seguito alle cause intentate dalla RIAA (la SIAE americana), i Metallica, Madonna e altri artisti Napster fu costretta a chiudere dal giudice per violazione dei diritti d&#8217;autore, in quanto i file presenti nel network erano indicizzati sui server centrali del servizio, rendendo Napster di fatto complice di tutti coloro che scambiavano file protetti da copyright all&#8217;interno della propria rete. Il clamore suscitato dalla vicenda spinse il congresso americano a promulgare il famigerato DMCA (Digital Millenium Copyright Act) a tutela dei diritti d&#8217;autore in rete. Ovviamente, però, morto un papa se ne fa un altro e, nel caso di Napster, se ne fecero molti altri: WinMX, Kazaa, i vari client GNUtella, eDonkey, eMule fino ad arrivare all&#8217;attuale protocollo Torrent.</p>
<p>L&#8217;industria discografica non registrava più i guadagni di un tempo, le major iniziavano a fondersi fra loro, le etichette più piccole chiusero a causa dei mancati guadagni. Insomma, non era un bel periodo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3196" href="https://www.nerdvana.it/2011/03/15/bon-jovi-jobs-ha-ucciso-la-musica-jon-ma-ne-sei-proprio-sicuro/itunes-scrn/"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3196" title="itunes-scrn" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/03/itunes-scrn-550x426.jpg" alt="" width="550" height="426" /></a></p>
<p>Il 28 Aprile 2003 le cose, però, cambiarono: forte del successo delle vendite di iPod e della diffusione di iTunes come player musicale obbligatorio per l&#8217;uso del device, Apple chiude diversi accordi con le case discografiche lanciando iTunes Music Store, il primo negozio di digital delivery di canzoni: 0.99 $ per un brano, 9.99 $ per un intero cd. Il successo fu subito planetario: la facilità con cui si possono ottenere legalmente i brani superava di gran lunga le ricerche, le scremature dai fake e dai brani con basso bitrate che circolavano nelle reti peer to peer e i tempi di download dei file, che spesso dovevano essere rinominati e ricatalogati. Insomma, con meno di un dollaro si otteneva un brano di buona qualità audio in pochissimo tempo e con un semplice click. Il successo di iTunes Music Store fu repentino e planetario: in poco meno di un anno era accessibile da molti paesi del mondo. Le casse delle case discografiche iniziarono a rimpinguarsi e il pericolo di un collasso fu scongiurato. In seguito molti hanno tentato di imitare il modello di business di Apple: da Microsoft (che ha fallito più e più volte) ad Amazon (il cui store continua a sopravvivere), passando per MTV e la stessa Universal, che per qualche mese provò a mettersi in proprio abbandonando iTunes, fallendo nel suo intento.</p>
<p>La visione di Jobs era chiara: fornire un modello di digital delivery ancora più semplice del peer to peer, a un prezzo per brano e per album davvero irrisorio, venendo incontro alle esigenze del pubblico e delle case discografiche.<br />La scelta di vendere gli album traccia per traccia fu dettata essenzialmente da due ragioni: la scarsa qualità delle canzoni presenti nella maggior parte dei dischi (quante volte in un album ci sono solo due o tre canzoni belle mentre le altre sono solo &#8220;riempidisco&#8221;?) e il download selettivo dei brani, diffusosi con i circuiti peer to peer.</p>
<p>Dunque, caro Jon, perchè non fai mente locale a quegli anni in cui tu e i tuoi colleghi tremavate per la paura di perdere i fondi necessari per pagare il cherosene dei vostri jet personali? Che ti piaccia o no, Steve Jobs, pur facendo gli interessi di Apple, ha salvato tutto il settore musicale.<br />Forse tutto quello che ho scritto non ti è stato riferito, e, qualora qualcuno lo avesse fatto, non hai ascoltato bene: a furia di sentire gli album in cuffia e col volume a palla devi essere diventato un po&#8217; sordo.</p>
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		<title>Napster il ritorno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Liborio Fedele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 12:48:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Applicazioni iOS]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<category><![CDATA[iphone]]></category>
		<category><![CDATA[Napster]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricordate il programma che iniziò a far parlare di sé nel 1999, prima dell&#8217;avvento del P2P, che permetteva di scaricare musica direttamente da server, che ha aperto e chiuso più volte per questioni legali? Era Napster ed ora è tornato per far parlare ancora di sé, ma questa volta in maniera del tutto legale. Gli [&#8230;]</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2010/09/20/napster-il-ritorno/">Napster il ritorno</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/09/Napster1.jpg" data-rel="lightbox-gallery-gl7nWS0a" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/09/Napster1-211x300.jpg" alt="" title="" width="211" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1019" /></a>Ricordate il programma che iniziò a far parlare di sé nel 1999, prima dell&#8217;avvento del P2P, che permetteva di scaricare musica direttamente da server, che ha aperto e chiuso più volte per questioni legali? Era Napster ed ora è tornato per far parlare ancora di sé, ma questa volta in maniera del tutto legale.</p>
<p>Gli sviluppatori hanno creato un&#8217;app per iPhone e iPad. Proprio la notte scorsa Apple ha approvato l&#8217;app che è possibile scaricare gratuitamente. Essa permette di ascoltare musica in streaming da una raccolta di 10 milioni di brani, e di riprodurli anche offline; il tutto con un costo mensile di $10.</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2010/09/20/napster-il-ritorno/">Napster il ritorno</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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