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	<title>steve jobs - Nerdvana - Nerd Magazine</title>
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	<description>Il Paradiso dei Nerd - Notizie, guide e recensioni su Apple, iPhone, Mac, iPod, iPad, iOS, Console e tecnologia.</description>
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		<title>Steve Jobs 1955 &#8211; 2011</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 06:05:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La mia terza storia parla della morte. Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi c’avrai azzeccato”. Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatrè anni, mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: [&#8230;]</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2011/10/06/steve-jobs-1955-2011/">Steve Jobs 1955 &#8211; 2011</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/10/20111006-080453.jpg" data-rel="lightbox-gallery-uIAFQkxE" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/10/20111006-080453.jpg" alt="20111006-080453.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
<p>La mia terza storia parla della morte.</p>
<p>Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi c’avrai azzeccato”. Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatrè anni, mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi, sapevo di dover cambiare qualcosa.</p>
<p>Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto &#8211; tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo per il fallimento &#8211; sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore.</p>
<p>Un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Effettuai una scansione alle sette e trenta del mattino, e mostrava chiaramente un tumore nel mio pancreas. Fino ad allora non sapevo nemmeno cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che con ogni probabilità era un tipo di cancro incurabile, e avevo un’aspettativa di vita non superiore ai tre-sei mesi. Il mio dottore mi consigliò di tornare a casa ‘a sistemare i miei affari’, che è un modo per i medici di dirti di prepararti a morire. Significa che devi cercare di dire ai tuoi figli tutto quello che avresti potuto nei successivi dieci anni in pochi mesi. Significa che devi fare in modo che tutto sia a posto, così da rendere la cosa più semplice per la tua famiglia. Significa che devi pronunciare i tuoi ‘addio’.</p>
<p>Ho vissuto con quella spada di Damocle per tutto il giorno. In seguito quella sera ho fatto una biopsia, dove mi infilarono una sonda nella gola, attraverso il mio stomaco fin dentro l’intestino, inserirono una sonda nel pancreas e prelevarono alcune cellule del tumore. Ero in anestesia totale, ma mia moglie, che era lì, mi disse che quando videro le cellule al microscopio, i dottori cominciarono a gridare perché venne fuori che si trattava una forma molto rara di cancro curabile attraverso la chirurgia. Così mi sono operato e ora sto bene.</p>
<p>Questa è stata la volta in cui mi sono trovato più vicino alla morte, e spero lo sia per molti decenni ancora. Essendoci passato, posso dirvi ora qualcosa con maggiore certezza rispetto a quando la morte per me era solo un puro concetto intellettuale:</p>
<p>Nessuno vuole morire. Anche le persone che desiderano andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E nonostante tutto la morte rappresenta l’unica destinazione che noi tutti condividiamo, nessuno è mai sfuggito ad essa. Questo perché è come dovrebbe essere: la Morte è la migliore invenzione della Vita. E’ l’agente di cambio della Vita: fa piazza pulita del vecchio per aprire la strada al nuovo. Ora come ora ‘il nuovo’ siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, gradualmente diventerete ‘il vecchio’e sarete messi da parte. Mi dispiace essere così drammatico, ma è pressappoco la verità.</p>
<p>Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario.</p>
<p>Steve Jobs &#8211; Discorso ai laureati di Stanford</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2011/10/06/steve-jobs-1955-2011/">Steve Jobs 1955 &#8211; 2011</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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		<title>Steve Jobs risponde circa la questione del tracciamento dei dati di posizione geografica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Apr 2011 15:33:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>MacRumors riporta uno scambio epistolare tra un utente e Steve Jobs riguardo il problema del tracciamento della posizione geografica degli utenti da parte di iOS. Ve lo riportiamo fedelmente: Domanda: Steve, potresti gentilmente spiegare la necessità di inserire un tool di tracciamento passivo della mia posizione in iPhone? Non mi piace che la mia posizione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/04/iPhone-location-data-in-UK.jpg" data-rel="lightbox-gallery-nn4Ohaad" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-4517" title="" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/04/iPhone-location-data-in-UK-520x312.jpg" alt="" width="520" height="312" />   </a></p>
<p>MacRumors riporta uno scambio epistolare tra un utente e Steve Jobs riguardo il problema del tracciamento della posizione geografica degli utenti da parte di iOS. Ve lo riportiamo fedelmente:    </p>
<p><strong>Domanda</strong>: <em>Steve, potresti gentilmente spiegare la necessità di inserire un tool di tracciamento passivo della mia posizione in iPhone? Non mi piace che la mia posizione esatta sia tracciata in qualsiasi momento. Forse puoi fare un po&#8217; di luce sulla questione prima che io passi a un Droid (non si sa se si riferisce al terminale Motorola Droid o a un&#8217;abbreviazione per indicare un telefonino con Android, ndr). Loro non mi tracciano.     </em></p>
<p><strong>Risposta</strong>: <em>Sì, ti tracciano. Noi non rileviamo la posizione di nessuno, la notizia in circolazione è falsa. Inviato da iPhone     </em></p>
<p>Se questa è davvero una mail di Jobs, non contiene molti dettagli in merito al problema, come, del resto, ci ha abituato.  </p>
<p>Da notare il riferimento alla raccolta dei dati di posizione da parte dei terminali Android: anche se limitata solo al momento in cui una applicazione ne fa richiesta, i dati vengono inviati ai database di Google ed elaborati per definire meglio il nostro profilo in modo da offrirci, ad esempio, pubblicità mirata ai nostri gusti.  </p>
<p>Sembra, dunque, che il database che iOS costruisce con i dati di tracciamento sia dedicato solamente ai fini del funzionamento delle app.</p>
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		<title>Bon Jovi: &#8220;Jobs ha ucciso la musica.&#8221; Jon, ma ne sei proprio sicuro?</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2011/03/15/bon-jovi-jobs-ha-ucciso-la-musica-jon-ma-ne-sei-proprio-sicuro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 14:47:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spotlight]]></category>
		<category><![CDATA[bon jovi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da ieri rimbalzano su tutti i blog che si occupano di Apple le pesanti parole del leader dei Bon Jovi, Jon: “Dio, erano tempi estremamente magici. Odio apparire come un vecchio ora, ma lo sono. Segnatevi le mie parole, tra una generazione le persone diranno ‘Cosa successe?’. Steve Jobs è personalmente responsabile per star uccidendo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3194" href="https://www.nerdvana.it/2011/03/15/bon-jovi-jobs-ha-ucciso-la-musica-jon-ma-ne-sei-proprio-sicuro/bon-jovi/"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3194" title="bon-jovi" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/03/bon-jovi-550x412.jpg" alt="" width="550" height="412" /></a></p>
<p>Da ieri rimbalzano su tutti i blog che si occupano di Apple le pesanti parole del leader dei Bon Jovi, Jon:</p>
<blockquote>
<p>“Dio, erano tempi estremamente magici. Odio apparire come un vecchio ora, ma lo sono. Segnatevi le mie parole, tra una generazione le persone diranno ‘Cosa successe?’. Steve Jobs è personalmente responsabile per star uccidendo l’industria discografica. [&#8230;&#8221;] I ragazzi oggi hanno perso la completa esperienza di mettere le cuffie, mettere il volume al massimo, chiudere gli occhi e perdersi in un album.”</p>
</blockquote>
<p><a rel="attachment wp-att-3195" href="https://www.nerdvana.it/2011/03/15/bon-jovi-jobs-ha-ucciso-la-musica-jon-ma-ne-sei-proprio-sicuro/napster_logo_nagy/"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3195" title="napster_logo_nagy" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/03/napster_logo_nagy-550x141.jpg" alt="" width="550" height="141" /></a></p>
<p>Per favore, non partiamo dal presupposto che io possa essere un fanboy. Vorrei semplicemente analizzare il contesto storico in cui nascono iPod, iTunes e l&#8217;iTunes Music Store. Era il 1999 quando due ragazzi della Northeastern University di Boston, Shawn Fanning e Sean Parker rilasciarono la prima versione di Napster, un programma peer to peer che permetteva di scambiare i propri file mp3 con altre persone connesse allo stesso network con una facilità disarmante. Napster si diffuse molto velocemente, tanto da allarmare l&#8217;intera industria discografica. Nel 2001, in seguito alle cause intentate dalla RIAA (la SIAE americana), i Metallica, Madonna e altri artisti Napster fu costretta a chiudere dal giudice per violazione dei diritti d&#8217;autore, in quanto i file presenti nel network erano indicizzati sui server centrali del servizio, rendendo Napster di fatto complice di tutti coloro che scambiavano file protetti da copyright all&#8217;interno della propria rete. Il clamore suscitato dalla vicenda spinse il congresso americano a promulgare il famigerato DMCA (Digital Millenium Copyright Act) a tutela dei diritti d&#8217;autore in rete. Ovviamente, però, morto un papa se ne fa un altro e, nel caso di Napster, se ne fecero molti altri: WinMX, Kazaa, i vari client GNUtella, eDonkey, eMule fino ad arrivare all&#8217;attuale protocollo Torrent.</p>
<p>L&#8217;industria discografica non registrava più i guadagni di un tempo, le major iniziavano a fondersi fra loro, le etichette più piccole chiusero a causa dei mancati guadagni. Insomma, non era un bel periodo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3196" href="https://www.nerdvana.it/2011/03/15/bon-jovi-jobs-ha-ucciso-la-musica-jon-ma-ne-sei-proprio-sicuro/itunes-scrn/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3196" title="itunes-scrn" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/03/itunes-scrn-550x426.jpg" alt="" width="550" height="426" /></a></p>
<p>Il 28 Aprile 2003 le cose, però, cambiarono: forte del successo delle vendite di iPod e della diffusione di iTunes come player musicale obbligatorio per l&#8217;uso del device, Apple chiude diversi accordi con le case discografiche lanciando iTunes Music Store, il primo negozio di digital delivery di canzoni: 0.99 $ per un brano, 9.99 $ per un intero cd. Il successo fu subito planetario: la facilità con cui si possono ottenere legalmente i brani superava di gran lunga le ricerche, le scremature dai fake e dai brani con basso bitrate che circolavano nelle reti peer to peer e i tempi di download dei file, che spesso dovevano essere rinominati e ricatalogati. Insomma, con meno di un dollaro si otteneva un brano di buona qualità audio in pochissimo tempo e con un semplice click. Il successo di iTunes Music Store fu repentino e planetario: in poco meno di un anno era accessibile da molti paesi del mondo. Le casse delle case discografiche iniziarono a rimpinguarsi e il pericolo di un collasso fu scongiurato. In seguito molti hanno tentato di imitare il modello di business di Apple: da Microsoft (che ha fallito più e più volte) ad Amazon (il cui store continua a sopravvivere), passando per MTV e la stessa Universal, che per qualche mese provò a mettersi in proprio abbandonando iTunes, fallendo nel suo intento.</p>
<p>La visione di Jobs era chiara: fornire un modello di digital delivery ancora più semplice del peer to peer, a un prezzo per brano e per album davvero irrisorio, venendo incontro alle esigenze del pubblico e delle case discografiche.<br />La scelta di vendere gli album traccia per traccia fu dettata essenzialmente da due ragioni: la scarsa qualità delle canzoni presenti nella maggior parte dei dischi (quante volte in un album ci sono solo due o tre canzoni belle mentre le altre sono solo &#8220;riempidisco&#8221;?) e il download selettivo dei brani, diffusosi con i circuiti peer to peer.</p>
<p>Dunque, caro Jon, perchè non fai mente locale a quegli anni in cui tu e i tuoi colleghi tremavate per la paura di perdere i fondi necessari per pagare il cherosene dei vostri jet personali? Che ti piaccia o no, Steve Jobs, pur facendo gli interessi di Apple, ha salvato tutto il settore musicale.<br />Forse tutto quello che ho scritto non ti è stato riferito, e, qualora qualcuno lo avesse fatto, non hai ascoltato bene: a furia di sentire gli album in cuffia e col volume a palla devi essere diventato un po&#8217; sordo.</p>
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		<title>Caro Steve, AirPrint supporterà le stampanti TCP/IP?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 14:46:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un dubbio amletico che assale me e molti altri nostri lettori riguarda AirPrint, la nuova tecnologia di Apple introdotta con iOS 4.2: che stampanti saranno supportate? Al momento è possibile usare solo alcune stampanti HP che supportano lo standard proprietario ePrint (e molte di esse non sono ancora compatibili) o una qualsiasi stampante collegata a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/10/Screen-shot-2010-10-26-at-7.56.36-AM1.png" data-rel="lightbox-gallery-8MVD6iKi" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1348" title="" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/10/Screen-shot-2010-10-26-at-7.56.36-AM1.png" alt="" width="483" height="371" /></a></p>
<p>Un dubbio amletico che assale me e molti altri nostri lettori riguarda AirPrint, la nuova tecnologia di Apple introdotta con iOS 4.2: che stampanti saranno supportate? Al momento è possibile usare solo alcune stampanti HP che supportano lo standard proprietario ePrint (e molte di esse non sono ancora compatibili) o una qualsiasi stampante collegata a Mac OS X 10.6.5 (attualmente in versione beta). Non c&#8217;è verso, dunque, di usare altre stampanti connesse via wifi o persino ad una base AirPort o TimeCapsule (anche se si spera in un aggiornamento del firmware). Dunque, è possibile utilizzare AirPrint con le stampanti con supporto TCP/IP, installate in numerosi uffici, studi e scuole? Lo ha chiesto un ragazzo americano a Steve Jobs, che, ovviamente, ha risposto un un &#8220;No, mi dispiace&#8221;. Dove Apple voglia arrivare con AirPrint è decisamente ancora un mistero.</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2010/10/26/caro-steve-airprint-supportera-le-stampanti-tcpip/">Caro Steve, AirPrint supporterà le stampanti TCP/IP?</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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		<title>Il pensiero di Steve Jobs sui netbook [Humor]</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Oct 2010 16:35:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[humor]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Steve Jobs è sempre stato contrario ai netbook: in più occasioni il CEO di Apple ha sempre dichiarato di non apprezzare i piccoli portatili, sia perchè poco potenti, sia perchè poco affidabili. Secondo Jobs, Apple non sarebbe mai stata capace di offrire un prodotto economico e affidabile. Finchè non ha presentato il MacBook Air, risolvendo [&#8230;]</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2010/10/23/il-pensiero-di-steve-jobs-sui-netbook-humor/">Il pensiero di Steve Jobs sui netbook [Humor]</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Steve Jobs è sempre stato contrario ai netbook: in più occasioni il CEO di Apple ha sempre dichiarato di non apprezzare i piccoli portatili, sia perchè poco potenti, sia perchè poco affidabili. Secondo Jobs, Apple non sarebbe mai stata capace di offrire un prodotto economico e affidabile. Finchè non ha presentato il MacBook Air, risolvendo uno dei due problemi come rivela al suo &#8220;amico&#8221; Bill Gates&#8230;</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/10/steve_bill_mba.jpg" data-rel="lightbox-gallery-1E8egFJP" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1334" title="" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/10/steve_bill_mba.jpg" alt="" width="450" height="861" /></a></p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2010/10/23/il-pensiero-di-steve-jobs-sui-netbook-humor/">Il pensiero di Steve Jobs sui netbook [Humor]</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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		<title>In Apple il design viene prima di tutto</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2010/10/18/in-apple-il-design-viene-prima-di-tutto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Liborio Fedele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 19:10:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[John Sculley]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In casa Apple ci devono veramente aver visto bene dati i risultati che vanno ottenendo. A quanto pare tutto deve girare intorno al design, tutto deve essere in sua funzione, e niente deve avere pecche in tal senso. A partire naturalmente dall&#8217;aspetto del prodotto, pensiamo agli iDevices, per giungere all&#8217;interfaccia grafica dei sistemi operativi e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/10/helios.jpg" data-rel="lightbox-gallery-UZNdNcW3" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/10/helios-300x225.jpg" alt="" title="" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-1238" /></a>In casa Apple ci devono veramente aver visto bene dati i risultati che vanno ottenendo. A quanto pare tutto deve girare intorno al design, tutto deve essere in sua funzione, e niente deve avere pecche in tal senso. A partire naturalmente dall&#8217;aspetto del prodotto, pensiamo agli iDevices, per giungere all&#8217;interfaccia grafica dei sistemi operativi e delle applicazioni sviluppate. Sicuramente un&#8217;applicazione con una buona GUI ha buone possibilità di risultare anche molto intuitiva all&#8217;uso, potrà essere anche questa una delle motivazioni che porta Apple a vedere il design come centro del suo universo. Di sicuro c&#8217;è che John Sculley, amministratore delegato di Aple Computer dal 1983 al 1993, si è espresso così:</p>
<p>&#8220;Gli ingegneri sono molto più importanti dei manager in Apple &#8211;  e i designer sono in cima alla gerarchia. Anche quando si tratta di software, i migliori designer come Bill Atkinson, Andy Hertzfeld, Steve Capps, erano chiamati software designer, e non ingegneri del software in quanto loro stavano dando vita al software. Non era solo una questione di codice funzionante. Doveva essere un codice meraviglioso. La gente ci sarebbe entrata e l&#8217;avrebbe ammirato. È come quando si tratta di uno scrittore. La gente si sarebbe soffermata sullo stile di qualcuno. Avrebbe apprezzato il loro stile di scrivere in codice e venivano considerati geni meravigliosi per come scrivevano codice e per come creavano hardware.&#8221;</p>
<p>Computerworld invece usa queste parole:<br />
&#8220;La filosofia del design di Apple fissa lo standard per il design dei prodotti in tutte le industrie. L&#8217;integrità della sua iniziativa proviene dal cofondatore della compagnia, Steve Jobs. Il focalizzarsi sull&#8217;esperienza dell&#8217;utente risulta critico in tutti i livelli dell&#8217;offerta della compagnia, e costituisce un largo vantaggio di Apple su Android.&#8221;</p>
<p>Come fruitori dei prodotti della mela morsicata sicuramente la cosa ci lascia entusiasti e soddisfatti visto che queste non sono solo parole fini a se stesse ma è la realtà dei fatti, che ci garantisce un&#8217;esperienza d&#8217;uso sicuramente tra le migliori che il mercato offra.</p>
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		<title>Steve Jobs e i set top box da salotto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 19:37:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[appletv]]></category>
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<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2010/08/25/steve-jobs-e-i-set-top-box-da-salotto/">Steve Jobs e i set top box da salotto</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa pensa Steve Jobs dei set top box da salotto? La risposta è nel video che segue.<br />
Durante l&#8217;intervista, che risale a qualche mese fa nell&#8217;ambito del D8 organizzato da All Things Digital, il CEO di Apple esprime il suo parere su una tipologia di prodotto che non ha mai funzionato moltissimo: complici anche le TV on demand (presenti in USA) e l&#8217;offerta dei canali satellitari, i set top box non sono mai riusciti a ritagliarsi una fetta di mercato proprio perchè le loro funzioni, per quanto avanzate, non hanno mai avuto a che fare con la fruizione dei contenuti televisivi e, soprattutto, non hanno mai incontrato i gusti del pubblico e la domanda del mercato. Apple riuscirà nell&#8217;impresa con la nuova AppleTV/iTV? A voi l&#8217;ardua sentenza!</p>
<p><object id="wsj_fp" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="600" height="362" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="flashvars" value="videoGUID=FF922002-FA63-4B68-A326-EA12EC800612&amp;playerid=4001&amp;plyMediaEnabled=1&amp;configURL=http://wsj.vo.llnwd.net/o28/players/&amp;autoStart=false" /><param name="src" value="http://s.wsj.net/media/swf/microPlayer.swf" /><param name="name" value="microflashPlayer" /><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="wsj_fp" type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="362" src="http://s.wsj.net/media/swf/microPlayer.swf" bgcolor="#FFFFFF" name="microflashPlayer" flashvars="videoGUID=FF922002-FA63-4B68-A326-EA12EC800612&amp;playerid=4001&amp;plyMediaEnabled=1&amp;configURL=http://wsj.vo.llnwd.net/o28/players/&amp;autoStart=false" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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