Hackoulous e Installous: facciamo il punto della situazione.

 In Apple, Spotlight

Stanotte sul sito iClarified è stato pubblicato il riassunto di un’intervista a Dissident del team di Hackolous. Se volete potete leggerla da qui, non ne farò una traduzione letterale (lascio il compito ad altri blog con la mania del ctrl+c e ctrl+v), ma vorrei fare con voi alcune cosiderazioni. Smontiamo assieme, dunque, le posizioni di un cracker (posizione ben diversa da quella dell’hacker!):

  1. Planetbeing del DevTeam ha recentemente dichiarato la maggior parte dei fruitori della piattaforma è costituita da “ragazzini con scarsa disponibilità economica ma enorme disponibilità di tempo” . Dissident ammette che, visto che questi ragazzini non comprerebbero mai le applicazioni, gli sviluppatori non hanno alcuna perdita. Una affermazione del genere mi fa solo pensare che Dissident faccia parte di questa folta schiera di bimbiminkia: se si possiede un telefono da 800€ ci si può benissimo permettere un’applicazione da pochi euro, tanto i soldi li passa paparino, no? 🙂
  2. Un’altra consistente percentuale di piratucoli usa la piattaforma non perchè non possa permettersi l’acquisto delle applicazioni, ma perchè è alla ricerca di una qualsiasi app che possa fornir loro un certo livello di divertimento. La loro scelta non ricade quindi sulla possibilità di crackare o acquistare una sola applicazione, ma sulla possibilità di scegliere quale applicazione fra due comprare. Di fatto il soldi vengono investiti su una sola app. Questo punto suscita una bella considerazione: su AppStore non è possibile scaricare una applicazione solo per provarla così come accade su Android Market (se l’applicazione acquistata non è di gradimento dell’utente, Google rimborsa quanto dovuto disabilitando da remoto la possibilità di eseguirla), ma bisogna sperare che gli sviluppatori abbiano predisposto una versione demo della stessa. Proprio per questo Apple, ieri notte, con il lancio della nuova sezione “Applicazioni Gratuite” in AppStore ha predisposto una categoria “Try before you buy” in cui vengono raccolte le demo di giochi e app presenti nel negozio. Un’ottima idea, che quindi distrugge un altro pilastro della difesa di Dissident: se posso provare l’applicazione con una versione demo, perchè devo scaricarne una versione pirata?
  3. Più di tre milioni di persone usano Installous per provare le app, crackandole. In questo modo si accorgono delle potenzialità di iPhone e sono ben disposti a comprare altri prodotti Apple: di fatto Installous fa molta pubblicità gratuita ad Apple. Ennesima sentenza di Dissident: se uno scarica applicazioni pirata dopo qualche mese compra un iMac? Ma per favore: non mi sembra che la modifica della PS2 abbia influito sulle vendite (scarsissime) della PSP.
  4. Le applicazioni scaricate tramite Installous e AppTrackr godono di una maggiore visibilità rispetto a quella che possono avere su AppStore, dove di fatto, fra le 100 app più scaricate e le 10 in evidenza per ogni categoria, rimangono in vetrina “solo” 600 applicazioni su migliaia. Bene, allora visto che hanno creato AppTrackr per permettere agli sviluppatori di avere più visibilità, perchè non sostituire il link per il download del file .ipa con quello al download diretto da iTunes? Non si fornirebbe una migliore vetrina, dando così la possibilità agli sviluppatori di veder riconosciuti i propri sforzi?

Come potete vedere, le motivazioni addotte da Dissident sono totalmente inconsistenti. Installous e Hackolous sono purtroppo una piaga che, se dovesse infettare tutto l’ecosistema, potrebbe comportare il ritiro degli sviluppatori da AppStore con un conseguente calo di introiti per Apple che (portando la situazione alla massima esasperazione, sia chiaro) potrebbe decidere di non investire più sui dispositivi mobili. L’unica soluzione sarebbe blindare ulteriormente iOS, un po’ come Sony ha fatto con la PlayStation 3, continuando a vendere milioni di consolle e di giochi… E voi, cosa ne pensate?

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