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	<title>El Capitan - Nerdvana - Nerd Magazine</title>
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	<description>Il Paradiso dei Nerd - Notizie, guide e recensioni su Apple, iPhone, Mac, iPod, iPad, iOS, Console e tecnologia.</description>
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		<title>Recensione SSD SanDisk Extreme PRO: avvio ed uso fulmineo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Liborio Fedele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2016 16:30:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[El Capitan]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[SanDisk]]></category>
		<category><![CDATA[SATA III]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo avuto modo di recensire diversi SSD ognuno con destinatari differenti per fattore di forma o per fascia o target d’uso. L’SSD SanDisk Extreme PRO, di cui in questa occasione possiamo condividere le nostre impressioni, è al momento, in termini prestazionali, quello che più ci ha convinti. L’unità a stato solido SanDisk Extreme PRO è, [&#8230;]</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2016/05/11/recensione-ssd-sandisk-extreme-pro/">Recensione SSD SanDisk Extreme PRO: avvio ed uso fulmineo</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Abbiamo avuto modo di recensire diversi SSD ognuno con destinatari differenti per fattore di forma o per fascia o target d’uso. L’SSD SanDisk Extreme PRO, di cui in questa occasione possiamo condividere le nostre impressioni, è al momento, in termini prestazionali, quello che più ci ha convinti.</h5>
<p>L’unità a stato solido SanDisk Extreme PRO è, in ambito consumer, l’SSD top di gamma della casa californiana da poco acquisita da Western Digital. Al primo approccio si ha subito l’idea di essere a contatto con un prodotto di alto livello. Nello specifico questa sensazione è data dal peso del prodotto, e dalla solidità della scocca esterna che fa avvertire come diretta conseguenza un interno “pieno”. Il tutto in soli 7 mm di altezza. Per renderlo compatibile con alloggiamenti da 9,5 mm, nella confezione è incluso una piccola cornice che funge da spessore.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/05/SanDisk-Extreme-PRO-nerdvana-02.jpg" rel="attachment wp-att-11839" data-rel="lightbox-gallery-t6GtzTLZ" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/05/SanDisk-Extreme-PRO-nerdvana-02-459x600.jpg" alt="SanDisk Extreme PRO nerdvana" width="459" height="600" class="aligncenter size-large wp-image-11839" /></a></p>
<p>Ovviamente la destinazione di questa tipologia di SSD non può che essere l’interno di un computer con collegamento SATA III, per un uso come disco primario. Abbiamo perciò installato il SanDisk Extreme PRO, per noi in versione da 240 GB, all’interno di un MacBook Pro per valutarne le prestazioni.</p>
<p>Una volta completata l’installazione pulita di Mac OS X El Capitan abbiamo cronometrato l’avvio, misurando un tempo di 17,63 s.</p>
<p>Il primo banco di prova per SanDisk Extreme PRO è stato Blackmagic Disk Speed Test che, come riportato nell’immagine sottostante, ha fornito come risultati 480,3 MB/s in scrittura e 520,6 MB/s in lettura.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/05/SanDisk-Extreme-PRO-nerdvana-SATA-III.png" rel="attachment wp-att-11832" data-rel="lightbox-gallery-t6GtzTLZ" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/05/SanDisk-Extreme-PRO-nerdvana-SATA-III-556x600.png" alt="SanDisk Extreme PRO nerdvana HDD Docking Station USB 3.0" width="556" height="600" class="aligncenter size-large wp-image-11832" /></a></p>
<p>Questi risultati, oltre ad essere in linea con quanto dichiarato nella scheda tecnica del prodotto, ed a destare da soli un elevato interesse verso il SanDisk Extreme PRO, creano elevate aspettative sull’esperienza d’uso quotidiana.</p>
<p>Per eseguire i test successivi abbiamo installato alcune delle applicazioni di uso più frequente tra i potenziali utenti del SanDisk Extreme PRO, i cui tempi di avvio sono riportati nella tabella che segue.</p>
<style type="text/css">
.tg td{}
.tg .tg-j2zy{background-color:#e6f6fc;}
.tg .tg-yw4l{}
</style>
<table class="tg">
<tr>
<td class="tg-j2zy"><strong>Applicazione</strong></th>
<td class="tg-j2zy"><strong>Tempo di avvio</strong></th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">Apple Final Cut Pro</th>
<td class="tg-j2zy">3,98 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-yw4l">Apple iMovie</th>
<td class="tg-yw4l">4,01 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">Apple Pages</th>
<td class="tg-j2zy">1,3 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-yw4l">Microsoft Word</th>
<td class="tg-yw4l">2,99 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">Adobe Photoshop CC</th>
<td class="tg-j2zy">4,71 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-yw4l">Adobe Illustrator CC</th>
<td class="tg-yw4l">11,63 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">Adobe Premiere Pro</th>
<td class="tg-j2zy">11,56 s</th>
</tr>
</table>
<p>In questa configurazione l’uso del sistema operativo e dei programmi è estremamente fluido, e le operazioni fulminee. Qualsiasi finestra o file, fino alle applicazioni di sistema, si aprono in men che non si dica. Chi scrive si esprime sull’esperienza d’uso quotidiano di un MacBook Pro Retina al quale ha effettuato l’upgrade con l’SSD OWC Aura Pro 6G precedentemente <a href="https://www.nerdvana.it/2015/10/28/recensione-ssd-owc-aura-pro-6g/" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('https://www.nerdvana.it/2015/10/28/recensione-ssd-owc-aura-pro-6g/'); return false;">recensito</a>, che già di per sé offre performance  di rilievo.</p>
<p>Fin qui si potrebbe dire che l’SSD SanDisk Extreme PRO possa vincere facile, trattandosi di un’installazione pulita. Per questo motivo vi abbiamo anche clonato un’installazione che potesse avvicinarsi di più all’uso comune, con dati, molte altre applicazioni installate, diverse delle quali con avvio al lancio. Queste condizioni non hanno influito in maniera sensibile sull’utilizzo del disco a stato solido SanDisk Extreme PRO. Solo l’avvio passa a 27,55 s, ma per il resto l’uso rimane stabilmente performante. </p>
<p>A scopo comparativo, in <a href="https://www.nerdvana.it/2015/09/02/recensione-ssd-patriot-ignite/" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('https://www.nerdvana.it/2015/09/02/recensione-ssd-patriot-ignite/'); return false;">questa</a> precedente recensione sono riportati i tempi di avvio registrati con l’HDD originale e con l’SSD Patriot Ignite che si posiziona però in una fascia inferiore.</p>
<p>In ultima istanza per completare le possibili configurazioni abbiamo voluto utilizzare questo SanDisk Extreme PRO come disco esterno in collegamento USB 3.0, utilizzando in prima istanza l’HDD Docking Station qui <a href="https://www.nerdvana.it/2015/09/25/recensione-inateck-fd2003-docking-station-dual-bay-usb-3-0/" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('https://www.nerdvana.it/2015/09/25/recensione-inateck-fd2003-docking-station-dual-bay-usb-3-0/'); return false;">recensita</a> ed in seconda battuta l’HDD Enclosure USB-C di cui abbiamo parlato <a href="https://www.nerdvana.it/2015/11/20/recensione-hdd-enclosure-usb-c-inateck/" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('https://www.nerdvana.it/2015/11/20/recensione-hdd-enclosure-usb-c-inateck/'); return false;">qui</a>. Le due immagini si riferiscono rispettivamente alla prima ed alla seconda configurazione.</p>
<div class='content-column one_half'><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/05/SanDisk-Extreme-PRO-nerdvana-HDD-Docking-Station-USB-3.0.png" rel="attachment wp-att-11831" data-rel="lightbox-gallery-t6GtzTLZ" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/05/SanDisk-Extreme-PRO-nerdvana-HDD-Docking-Station-USB-3.0-417x450.png" alt="SanDisk Extreme PRO nerdvana HDD Docking Station USB 3.0" width="417" height="450" class="aligncenter size-medium wp-image-11831" /></a><br /></div><div class='content-column one_half last_column'><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/05/SanDisk-Extreme-PRO-Enclosure-USB-C.png" rel="attachment wp-att-11830" data-rel="lightbox-gallery-t6GtzTLZ" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/05/SanDisk-Extreme-PRO-Enclosure-USB-C-417x450.png" alt="SanDisk Extreme PRO Enclosure USB-C" width="417" height="450" class="aligncenter size-medium wp-image-11830" /></a><br /></div><div class='clear_column'></div>
<p>Come prevedibile la connessione USB 3.0 fa degradare la velocità del SanDisk Extreme PRO, per cui se si prevede di fare un uso di questo tipo potrebbe essere più saggio orientarsi verso un SSD meno prestante per non sminuire le capacità di questo ottimo prodotto.</p>
<p>Ulteriori dettagli tecnici sull’SSD SanDisk Extreme PRO sono reperibili sulla <a href="https://www.sandisk.it/home/ssd/extreme-pro-ssd" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('https://www.sandisk.it/home/ssd/extreme-pro-ssd'); return false;">pagina</a> dedicata del sito del produttore.<br />
SanDisk Extreme PRO si può acquistare su Amazon nei tagli da 240 GB, 480 GB e 960 GB, rispettivamente a <a href="http://amzn.to/1NCwF6W" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('http://amzn.to/1NCwF6W'); return false;">113 €</a>, <a href="http://amzn.to/1S6XFRB" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('http://amzn.to/1S6XFRB'); return false;">177 €</a>, <a href="http://amzn.to/1TPsYOm" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('http://amzn.to/1TPsYOm'); return false;">305 €</a>. Rispetto ai diretti concorrenti i prezzi sono competitivi, e questo senza dover rinunciare, come si è fin qui dimostrato, alle prestazioni.</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2016/05/11/recensione-ssd-sandisk-extreme-pro/">Recensione SSD SanDisk Extreme PRO: avvio ed uso fulmineo</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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		<title>Recensione Freecom Tough Drive Mini SSD: oltre 400 MB/s nel palmo della mano</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2016/04/28/recensione-freecom-tough-drive-mini-ssd/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Liborio Fedele]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 16:30:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[El Capitan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Freecom è un marchio tedesco specializzato nell’ingegnerizzazione di soluzioni per l’archiviazione innovative e professionali. Tutte le fasi della creazione dei loro prodotti sono certificate in Germania secondo gli standard più alti di qualità. Questo, in abbinamento all’uso di componenti di elevata qualità, consente a Freecom di garantire ai propri clienti (per lo più professionisti) prodotti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Freecom è un marchio tedesco specializzato nell’ingegnerizzazione di soluzioni per l’archiviazione innovative e professionali. Tutte le fasi della creazione dei loro prodotti sono certificate in Germania secondo gli standard più alti di qualità. Questo, in abbinamento all’uso di componenti di elevata qualità, consente a Freecom di garantire ai propri clienti (per lo più professionisti) prodotti ad elevata affidabilità, assicurando una garanzia estesa ed un servizio di assistenza gratuito. Nel seguito si tratterà uno dei loro prodotti di punta: Tough Drive Mini SSD.</h5>
<p>Tough Drive Mini SSD di Freecom è un’unità esterna a stato solido con interfaccia USB 3.0 integrata, ad elevate prestazioni sia nei trasferimenti che nello stress quotidiano.</p>
<p>Nel suo volume di 8.7 x 1.7 x 5.3 cm racchiude caratteristiche esclusive. Partendo dall’interno troviamo un mSSD SATA in tagli da 128 GB o 256 GB. L’assenza di parti meccaniche nell’SSD, unito ad un meccanismo interno che lo isola dagli impatti, rende Tough Drive Mini SSD resistente a cadute fino a 4 metri. L’adozione di un SSD fa sì che il prodotto abbia un minimo assorbimento energetico, per una durata superiore della batteria del portatile a cui sarà collegato, e riduce al minimo il rumore generato.<br />
Tough Drive Mini SSD è certificato IP55: protetto da polvere e getti d’acqua, grazie alla scocca in silicone che separa le parti sensibili dalle sollecitazioni esterne per scongiurare la perdita dei dati salvati.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-03.jpg" rel="attachment wp-att-11793" data-rel="lightbox-gallery-jINDPq6X" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-03-600x400.jpg" alt="Tough Drive Mini SSD nerdvana" width="600" height="400" class="aligncenter size-large wp-image-11793" /></a></p>
<p>Tutto questo fa del Tough Drive Mini SSD un prodotto adatto all’archiviazione, condivisione e backup di dati, anche di dimensioni importanti; fino a consentire di portare con sé la propria stazione di lavoro.</p>
<p>Tough Drive Mini SSD è esteticamente molto compatto benché non particolarmente curato, il che non preoccuperà i professionisti a cui si rivolge, dati i suoi risvolti funzionali. Il silicone di cui è rivestito ha un bel riscontro tattile, che gli conferisce un senso gommato ed antiscivolo.<br />
Ben posizionato e protetto il connettore USB estraibile, con un bel angolo di apertura seppur non molto lungo. L’estrazione del cavetto è agevolata dalla presenza di un piccolo incavo nella parte superiore del Tough Drive Mini SSD, oltre che da una piccola sporgenza sul cavetto stesso. Così anche in condizioni di scarsa sensibilità delle dita, l’uso di guanti ad esempio, l’operazione non sarà per nulla difficoltosa.<br />
Il fatto che il cavetto sia ad angolo è controbilanciato dal rivestimento del collegamento che scongiurerà facili usure. L’incavo che ospita il connettore è dotato di un magnete per assicurare, una volta richiuso, il connettore stesso alla sua sede.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-04.jpg" rel="attachment wp-att-11794" data-rel="lightbox-gallery-jINDPq6X" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-04-600x340.jpg" alt="Tough Drive Mini SSD nerdvana" width="600" height="340" class="aligncenter size-large wp-image-11794" /></a></p>
<p>Abbiamo sottoposto Tough Drive Mini SSD, per noi in versione da 256 GB, a diversi test ottenendo dei risultati davvero apprezzabili. Abbiamo iniziato con il trasferimento dati, spingendoci, sorpresi dai risultati, fino all’installazione di Mac OS X El Capitan, ed al suo utilizzo lanciando anche alcuni applicativi.</p>
<p>La prima prova è stata quella con Blackmagic Disk Speed Test, seguita dalla scrittura e lettura sequenziale di un archivio compresso da 18 GB circa, poi degli scatti da 12 MP in jpeg e RAW per complessivi 7,5 GB circa, ed infine una cartella da 1 GB contenente circa 2000 elementi delle dimensioni che variano dai pochi byte ai pochi megabyte. I risultati misurati sono riportati in tabella.</p>
<style type="text/css">
.tg td{}
.tg .tg-j2zy{background-color:#e6f6fc;}
.tg .tg-yw4l{}
</style>
<table class="tg">
<tr>
<td class="tg-j2zy"></th>
<td class="tg-j2zy"><strong>Scrittura</strong></th>
<td class="tg-j2zy"><strong>Lettura</strong></th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-yw4l"><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-Blackmagic-Disk-Speed-Test.png" target="_blank" data-rel="lightbox-gallery-jINDPq6X" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">Blackmagic Disk Speed Test</a></th>
<td class="tg-yw4l">315,2 MB/s</th>
<td class="tg-yw4l">425,6 MB/s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">Archivio compresso</th>
<td class="tg-j2zy"><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-Scrittura-Sequenziale.png" data-rel="lightbox-gallery-jINDPq6X" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">315,4 MB/s</a></th>
<td class="tg-j2zy"><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-Lettura-Sequenziale.png" data-rel="lightbox-gallery-jINDPq6X" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">277,5 MB/s</a></a></th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-yw4l">Foto</th>
<td class="tg-yw4l"><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-Scrittura-Scatti.png" data-rel="lightbox-gallery-jINDPq6X" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">300,3 MB/s</a></th>
<td class="tg-yw4l"><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-Lettura-Scatti.png" data-rel="lightbox-gallery-jINDPq6X" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">240,1 MB/s</a></th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">2000 elementi</th>
<td class="tg-j2zy"><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-Scrittura-Casuale.png" data-rel="lightbox-gallery-jINDPq6X" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">189,6 MB/s</a></th>
<td class="tg-j2zy"><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-Lettura-Casuale.png" data-rel="lightbox-gallery-jINDPq6X" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">171,2 MB/s</a></th>
</tr>
</table>
<p>A parte le velocità che parlano da sole, tutti i trasferimenti verso e dal Tough Drive Mini SSD avvengono in maniera molto lineare, senza eccessive discontinuità anche quando non si tratta di un unico file sequenziale. A sorprendere sono soprattutto i risultati ottenuti nell’ultimo test, dove molte unità vedono degradare in maniera ben più importante le prestazioni. È per questo che abbiamo pensato che Tough Drive Mini SSD potesse anche essere utilizzato per portare con sé la propria stazione di lavoro, quindi sistema operativo, programmi e dati di uso più frequente.<br />
A questo proposito riportiamo di seguito i tempi relativi all’avvio del sistema operativo Mac OS X El Capitan ed altre applicazioni di uso comune, ottenuti collegando Tough Drive Mini SSD alla porta USB 3.0 di un MacBook Pro con Retina Display.</p>
<style type="text/css">
.tg td{}
.tg .tg-j2zy{background-color:#e6f6fc;}
.tg .tg-yw4l{}
</style>
<table class="tg">
<tr>
<td class="tg-j2zy"></th>
<td class="tg-j2zy"><strong>Tempo di avvio</strong></th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-yw4l">Apple Mac OS X El Capitan</th>
<td class="tg-yw4l">23,5 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">Apple Final Cut Pro</th>
<td class="tg-j2zy">7,3 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-yw4l">Apple iMovie</th>
<td class="tg-yw4l">5,7 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">Apple Pages</th>
<td class="tg-j2zy">1,5 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-yw4l">Microsoft Word</th>
<td class="tg-yw4l">3,7 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">Adobe Photoshop CC</th>
<td class="tg-j2zy">7,5 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-yw4l">Adobe Illustrator CC</th>
<td class="tg-yw4l">10,9 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">Adobe Premiere Pro</th>
<td class="tg-j2zy">10,5 s</th>
</tr>
</table>
<p>Benché questa configurazione non sia proprio lo scopo per cui Tough Drive Mini SSD nasce, l’unità si dimostra particolarmente performante. Il sistema operativo rimane reattivo e senza latenze. Tutte le operazioni più abituali sono effettuate in modo molto fluido. Se il portatile a cui si dovesse collegare Tough Drive Mini SSD dovesse avere come disco interno un HDD, l’esperienza con l’unità via USB 3.0 sarà sicuramente migliore.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-02.jpg" rel="attachment wp-att-11792" data-rel="lightbox-gallery-jINDPq6X" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-02-600x312.jpg" alt="Tough Drive Mini SSD nerdvana" width="600" height="312" class="aligncenter size-large wp-image-11792" /></a></p>
<p>Messo sotto stress Tough Drive Mini SSD tende ovviamente a riscaldarsi, ma le temperature non raggiungono mai valori che lo rendano meno prestante, o problematico da impugnare.</p>
<p>Tutti i dati, i test, le valutazioni e le impressioni portano ad un’unica conclusione, Tough Drive Mini SSD è davvero una piccola unità in grado in poco tempo e con poche risorse di dare il massimo anche in condizioni poco favorevoli.</p>
<p>Ulteriori dettagli sul Tough Drive Mini SSD sono presenti sulla <a href="http://www.freecom.com/product/tough-drive-mini-ssd-256gb-56345/" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('http://www.freecom.com/product/tough-drive-mini-ssd-256gb-56345/'); return false;">pagina</a> di Freecom.<br />
Quanto all’acquisto, Tough Drive Mini SSD è disponibile su Amazon a <a href="http://amzn.to/1rBzEH7" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('http://amzn.to/1rBzEH7'); return false;">85 €</a> circa nella versione da 128 GB ed a <a href="http://amzn.to/1rBzIqf" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('http://amzn.to/1rBzIqf'); return false;">150 €</a> circa per quella da 256 GB. Date le capacità, le dimensioni, il fatto che si tratti di SSD, le prestazioni e l’IP55 il prezzo di vendita è da ritenersi ottimo visto prodotto che si acquista.</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2016/04/28/recensione-freecom-tough-drive-mini-ssd/">Recensione Freecom Tough Drive Mini SSD: oltre 400 MB/s nel palmo della mano</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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		<item>
		<title>Come riparare i permessi in Mac OS X El Capitan</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2015/11/17/come-riparare-i-permessi-in-mac-os-x-el-capitan/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Liborio Fedele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2015 17:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[OS X]]></category>
		<category><![CDATA[El Capitan]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[permessi]]></category>
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		<category><![CDATA[Utility Disco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Già qualche tempo fa facevamo accenno al fatto che, in Mac OS X El Capitan, con l&#8217;introduzione della System Integrity Protection Apple avesse eliminato la possibilità di riparare i permessi, rimuovendo il comando dall’applicazione che lo consentiva, vale a dire Utility Disco. OS X Daily ha reso noto il comando che da terminale consente di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Già qualche tempo fa facevamo accenno al fatto che, in Mac OS X El Capitan, con l&#8217;introduzione della <a href="https://www.nerdvana.it/2015/10/06/system-integrity-protection-mac-os-x-el-capitan-cose-disattivarla/" target="_blank">System Integrity Protection</a> Apple avesse eliminato la possibilità di riparare i permessi, rimuovendo il comando dall’applicazione che lo consentiva, vale a dire Utility Disco. <a href="http://osxdaily.com/2015/11/04/verify-repair-permissions-mac-os-x/" target="_blank">OS X Daily</a> ha reso noto il comando che da terminale consente di riparare autonomamente i permessi di sistema.</h5>
<p>Nel Mac OS X El Capitan di Apple, non è più necessario riparare i permessi in quanto questo processo viene effettuato autonomamente dal sistema operativo. Nel caso in cui ci si dovesse ritrovare in una situazione che richiedesse un intervento immediato, è possibile utilizzare le seguenti stringhe per richiamare i comandi che consentono di verificare e riparare i permessi.</p>
<p>Una volta aperta l’applicazione Terminale, dalla cartella Utility in Applicazioni, o Altro nel Launchpad, è sufficiente incollare la seguente stringa seguita da conferma attraverso il pulsante Invio, per avviare la verifica dei permessi. Ricordiamo che alla richiesta della password di sistema, la sua digitazione non produrrà alcun carattere a schermo; anche in questo caso si dovrà confermare.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/11/Riparare-i-permessi-El-Capitan-nerdvana-01.png" data-rel="lightbox-gallery-yO0kE06R" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/11/Riparare-i-permessi-El-Capitan-nerdvana-01-600x421.png" alt="Riparare i permessi El Capitan nerdvana" width="600" height="421" class="aligncenter size-large wp-image-11379" /></a></p>
<p><code>sudo /usr/libexec/repair_packages --verify --standard-pkgs /</code></p>
<p>È necessario attendere qualche secondo sui Mac con SSD, può essere necessario un po’ di tempo in più per i Mac con HDD affinché tutti gli errori riscontrati siano rilevati ed elencati. In ogni caso l’operazione risulta completata quando non compare più il cursore lampeggiante ad inizio riga, ma la stessa dicitura che si è trovata all’apertura del Terminale.</p>
<p>Ora, per procedere a riparare i permessi, va incollata la stringa che segue, dando conferma con il tasto invio.</p>
<p><code>sudo /usr/libexec/repair_packages --repair --standard-pkgs --volume /</code></p>
<p>Come nella fase precedente saranno elencati tutti i permessi riparati ed al termine del processo il cursore lampeggiante non sarà più ad inizio riga, ma seguirà l&#8217;indicazione dell’utente amministratore.</p>
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		<title>Abilitare il TRIM: il comando ufficiale Apple su Mac OS X El Capitan</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2015/10/30/abilitare-il-trim-il-comando-ufficiale-apple/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Liborio Fedele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2015 12:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[OS X]]></category>
		<category><![CDATA[El Capitan]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[SATA]]></category>
		<category><![CDATA[SSD]]></category>
		<category><![CDATA[TRIM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa ci siamo soffermati sul comando previsto da Apple per la creazione di unità USB avviabili, in questa occasione invece ci occuperemo di analizzare un ulteriore comando per abilitare il TRIM su SSD di terze parti reso disponibile nativamente ed ufficialmente all’interno del sistema operativo a partire dal nuovo Mac OS X El [&#8230;]</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2015/10/30/abilitare-il-trim-il-comando-ufficiale-apple/">Abilitare il TRIM: il comando ufficiale Apple su Mac OS X El Capitan</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Qualche giorno fa ci siamo soffermati sul comando previsto da Apple per la creazione di <a href="https://www.nerdvana.it/2015/10/26/guida-definitiva-alla-creazione-di-unita-usb-avviabili-per-os-x/" target="_blank">unità USB avviabili</a>, in questa occasione invece ci occuperemo di analizzare un ulteriore comando per abilitare il TRIM su <a href="https://www.nerdvana.it/tag/ssd/" target="_blank">SSD</a> di terze parti reso disponibile nativamente ed ufficialmente all’interno del sistema operativo a partire dal nuovo Mac OS X El Capitan.</h5>
<p>Il verbo “trim” in inglese sta per “rimuovere qualcosa di eccedente o indesiderato per rendere qualcosa ordinato”. In effetti si tratta di un comando che fa parte del del set ATA per la gestione dei dispositivi collegati via SATA, introdotto con l’avvento degli SSD, con lo scopo di mantenere questi ultimi performanti per l’intero ciclo di vita. Il comando “informa” il controller dell’SSD circa i blocchi non più in uso da parte del sistema operativo.</p>
<p>Perché il comando funzioni, è fondamentale che sia supportato sia dal sistema operativo, che dal dispositivo sul quale lo si vuole abilitare.</p>
<p>È bene sottolineare che il TRIM è già attivo su tutti gli SSD montati sui Mac, per cui il comando che andremo ad introdurre s’intende rivolto solo a coloro i quali hanno in uso un SSD di terze parti. In maniera analoga, il TRIM non funziona sui comuni hard disk magnetici.</p>
<p>Il comando che consente l’abilitazione del TRIM è denominato trimforce e per procedere all’attivazione è sufficiente incollare la seguente stringa all’interno della finestra del Terminale e darne conferma premendo “Invio”.</p>
<p><code>sudo trimforce enable</code></p>
<p>Verrà richiesto l’inserimento della password di di sistema alla cui conferma seguirà un messaggio di avvertimento circa i rischi che si possono correre abilitando il TRIM, si consiglia di effettuare un backup preventivo, e si avverte che l’utilizzo del comando in oggetto è a proprio rischio e pericolo e non coperto da garanzia Apple.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/10/Abilitare-TRIM-nerdvana-02.jpg" data-rel="lightbox-gallery-52lxfwK8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/10/Abilitare-TRIM-nerdvana-02-600x421.jpg" alt="Abilitare TRIM nerdvana" width="600" height="421" class="aligncenter size-large wp-image-11320" /></a></p>
<p>Essendo il comando TRIM non esente da problemi e possibile perdita di dati, si raccomanda di fare un backup prima della sua attivazione, e di continuare a farne regolarmente.</p>
<p>Naturalmente è sempre possibile tornare indietro disattivandolo, attraverso l’utilizzo della seguente stringa.</p>
<p><code>sudo trimforce disable</code></p>
<p>Il comando non prevede la possibilità di verificarne lo stato corrente.</p>
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		<title>Guida definitiva alla creazione di unità USB avviabili per OS X</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2015/10/26/guida-definitiva-alla-creazione-di-unita-usb-avviabili-per-os-x/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Liborio Fedele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 17:30:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[OS X]]></category>
		<category><![CDATA[El Capitan]]></category>
		<category><![CDATA[Mac app store]]></category>
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		<category><![CDATA[terminale]]></category>
		<category><![CDATA[usb]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima c’è stata la creazione manuale delle pendrive USB avviabili o DVD, poi è arrivato DiskMaker X (inizialmente con il nome di Lion Disk Maker), ed infine, seppur in sordina, Apple ha rilasciato una sua utility proprietaria per venire in contro a questa necessità. È capitato un po’ a tutti di avere dei problemi con [&#8230;]</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2015/10/26/guida-definitiva-alla-creazione-di-unita-usb-avviabili-per-os-x/">Guida definitiva alla creazione di unità USB avviabili per OS X</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Prima c’è stata la creazione manuale delle pendrive USB avviabili o DVD, poi è arrivato DiskMaker X (inizialmente con il nome di Lion Disk Maker), ed infine, seppur in sordina, Apple ha rilasciato una sua utility proprietaria per venire in contro a questa necessità.</h5>
<p>È capitato un po’ a tutti di avere dei problemi con alcuni permessi, o di voler formattare il proprio Mac per effettuare un’installazione pulita del sistema operativo. Sono tutti casi in cui l’uso di USB avviabili è fondamentale, nonché l&#8217;unica soluzione.</p>
<p>È anche vero che, con l’avvento di El Capitan, buona parte dei problemi siano stati risolti eliminandone la causa, e restringendo un po’ i margini di manovra di chi voleva avere tutto sotto controllo ed intervenire un po’ più a fondo. Fortunatamente Apple, forse anche per portare alcune funzionalità alla portata dell’utente medio, ha reso disponibile una semplice <a href="https://support.apple.com/en-us/HT201372" target="_blank">guida</a> che, attraverso l’utilizzo di un nuovo comando da terminale, consente la creazione di  unità USB avviabili.</p>
<p>L’utility funziona, è ufficiale ed il suo utilizzo richiede poco più di un copia e incolla. Il comando utilizzato è &#8220;createinstallmedia&#8221; e fa riferimento ad un piccolo eseguibile localizzato all’interno dell’installer che si scarica da Mac App Store, ed  è utilizzabile con le versioni OS X El Capitan, Yosemite o Mavericks di Mac OS X.</p>
<p>Una volta scaricato, l’installer viene posizionato nella cartella Applicazioni e non è necessario fare altro. Quanto all’unità USB invece è sufficiente conoscerne il nome, meglio se senza spazi.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/10/USB-avviabili-Terminale-nerdvana.png" data-rel="lightbox-gallery-nrZVdwJQ" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/10/USB-avviabili-Terminale-nerdvana-600x421.png" alt="USB avviabili Terminale nerdvana" width="600" height="421" class="aligncenter size-large wp-image-11276"></a></p>
<p>A questo punto si deve solo aprire il Terminale raggiungibile come segue.</p>
<p>Attraverso il Finder: cartella Applicazioni, sottocartella Utility.<br />
Attraverso il Launchpad: di solito nella prima schermata, nella cartella Altro.</p>
<p>Basta ora copiare e incollare la seguente stringa, sostituendo al posto di &#8220;MyVolume&#8221; il nome del volume sul quale si desidera procedere con l’installazione, che abbia delle dimensioni uguali o superiori a 8 GB.</p>
<p><code>sudo /Applications/Install\ OS\ X\ El\ Capitan.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/MyVolume --applicationpath /Applications/Install\ OS\ X\ El\ Capitan.app</code></p>
<p>Apparirà un messaggio attraverso il quale si viene messi in guardia rispetto ai pericoli dell’utilizzo del comando sudo, che consente l’esecuzione come utente amministratore. È sufficiente inserire la password di sistema per procedere.</p>
<p>Il volume selezionato sarà formattato, rinominato, e vi saranno copiati i dati necessari.</p>
<p>Al termine del processo tornerà il cursore lampeggiante e l’unità potrà essere utilizzata. È il caso di sottolineare che quest’ultima non verrà riconosciuta come disco di avvio dalle preferenze di sistema, per cui per poterla utilizzare si renderà necessario avviare il Mac tenendo premuto il tasto alt che consente l’accesso allo Startup Manager. Si tratta di un pannello attraverso il quale si può scegliere il disco di avvio.</p>
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		<title>System Integrity Protection in Mac OS X El Capitan cos’è e come disattivarla</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2015/10/06/system-integrity-protection-mac-os-x-el-capitan-cose-disattivarla/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Liborio Fedele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2015 16:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[OS X]]></category>
		<category><![CDATA[El Capitan]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[System Integrity Protection]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo del nuovo Mac OS X El Capitan, a prima vista possono non riscontrarsi particolari cambiamenti visto che gran parte del lavoro non è strettamente legato all’interfaccia utente, ma a ciò che la muove. Una novità tra tutte è stata l’introduzione della System Integrity Protection che ha avuto tra le conseguenze più vistose l’eliminazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Con l’arrivo del nuovo Mac OS X El Capitan, a prima vista possono non riscontrarsi particolari cambiamenti visto che gran parte del lavoro non è strettamente legato all’interfaccia utente, ma a ciò che la muove.<br />
Una novità tra tutte è stata l’introduzione della System Integrity Protection che ha avuto tra le conseguenze più vistose l’eliminazione della possibilità di riparare i permessi del disco. Ciò ha minato le certezze degli utenti un po’ più attenti che fin ad oggi, per qualsiasi accenno di problema, la prima cosa che hanno fatto è stata proprio quella di procedere con la riparazione dei permessi.</h5>
<p>La System Integrity Protection elimina le cause che potrebbero portare alla modifica dei permessi di file o cartelle di sistema, impedendone l’accesso  a software di terze parti. All’atto pratico, questo sistema limita le operazione che l’account root può eseguire su porzioni protette del sistema operativo.</p>
<p>In particolare i percorsi e le applicazioni protette sono i seguenti.</p>
<ul>
<li>/System</li>
<li>/usr</li>
<li>/bin</li>
<li>/sbin</li>
<li>Applicazioni preinstallate da OS X</li>
</ul>
<p>D’ora in poi, solo i processi firmati da Apple potranno intervenire in queste aree. Tutto ciò che non ha questa firma, durante il processo di installazione di El Capitan, è stato eliminato, e questo potrebbe causare il non corretto funzionamento di alcuni programmi o utility precedentemente installati, se non scaricati da Mac App Store, dal momento che quest’ultimo ha politiche ancor più restrittive.</p>
<p>C’è però un modo per tornare indietro: ecco come disattivare la System Integrity Protection in Mac OS X El Capitan.</p>
<ol>
<li>Riavviare il Mac in modalità di recupero, premendo contemporaneamente i tasti cmd ed R subito dopo il dong di avvio.</li>
<li>All’avvio dal menù “Utility” selezionare “Terminale”.</li>
<li>Digitare la seguente stringa e premere invio.</li>
<p>	[code type=shell]csrutil disable; reboot[/code]
</ol>
<p>Apparirà un messaggio che confermerà la disattivazione della System Integrity Protection rendendo necessario il riavvio per l’applicazione delle modifiche; dopodiché il Mac si riavvierà normalmente.</p>
<p>È anche possibile verificare lo stato attraverso la seguente stringa.<br />
	[code type=shell]csrutil status[/code]
<p>Infine per riabilitare la System Integrity Protection è sufficiente seguire i passaggi precedenti, utilizzando però la stringa:<br />
		[code type=shell]csrutil enable; reboot[/code]
<p>Rimane inteso che nella maggior parte dei casi quest’operazione è sconsigliata in quanto non necessaria, e al più dannosa, dal momento che la sua introduzione da parte di Apple è rivolta ad una maggiore stabilità del sistema.</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2015/10/06/system-integrity-protection-mac-os-x-el-capitan-cose-disattivarla/">System Integrity Protection in Mac OS X El Capitan cos’è e come disattivarla</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Recensione: con Parallels Desktop 11, El Capitan e Windows 10 sono perfettamente integrati</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2015/09/15/recensione-con-parallels-desktop-11-el-capitan-e-windows-10/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2015 12:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Applicazioni OS X]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>
		<category><![CDATA[Cortana]]></category>
		<category><![CDATA[El Capitan]]></category>
		<category><![CDATA[os x]]></category>
		<category><![CDATA[parallels]]></category>
		<category><![CDATA[Parallels Desktop]]></category>
		<category><![CDATA[Windows 10]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All&#8217;avvicinarsi del rilascio di una nuova major release di OS X, Parallels aggiorna il suo famoso software per la virtualizzazione dei sistemi operativi per ottimizzarne le prestazioni. Quest&#8217;anno, però, il lavoro affrontato dagli sviluppatori è stato più che doppio, a causa del rilascio da parte di Microsoft di Windows 10. Per quanto anche la precedente [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;avvicinarsi del rilascio di una nuova major release di OS X, Parallels aggiorna il suo famoso software per la virtualizzazione dei sistemi operativi per ottimizzarne le prestazioni. Quest&#8217;anno, però, il lavoro affrontato dagli sviluppatori è stato più che doppio, a causa del rilascio da parte di Microsoft di Windows 10. Per quanto anche <a href="https://www.nerdvana.it/2014/10/01/recensione-parallels-desktop-numero-10-per-os-x-yosemite/" target="_blank">la precedente release di Parallels Desktop</a> sia compatibile con l&#8217;ultimo sistema operativo di Redmond, è con Parallels Desktop 11 che l&#8217;esperienza utente fra i due O.S. diventa uniforme e continua, tanto che, chi non ha bisogno di particolari funzionalità o si limita al lavoro da ufficio e all&#8217;editing audio/video amatoriale, può non accorgersi di come si possa passare da un sistema operativo all&#8217;altro con estrema facilità. Infatti, il virtualizzatore per eccellenza su OS X è diventato ancora più semplice da usare: ad esempio, la modalità Coherence si può attivare da un nuovo pulsante, di colore azzurro, posto accanto al classico &#8220;semaforo&#8221; di OS X che, ovviamente, troveremo anche in El Capitan. Inoltre, usando una finestra di Esplora Risorse di Windows, è possibile sfruttare Quick Look di OS X, così come è possibile richiamare il centro notifiche di Windows direttamente dalla barra del Finder.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/09/Win10-in-Parallels-Desktop-11-on-Yosemite.png" data-rel="lightbox-gallery-dwFjosZz" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10875 aligncenter" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/09/Win10-in-Parallels-Desktop-11-on-Yosemite.png" alt="Win10 in Parallels Desktop 11 on Yosemite" width="620" height="388" /></a></p>
<p>Tralasciando volutamente la descrizione della fase di installazione e configurazione delle macchine virtuali, rimasta pressoché immutata dallo <a href="https://www.nerdvana.it/2014/10/01/recensione-parallels-desktop-numero-10-per-os-x-yosemite/" target="_blank">scorso anno</a> (si può partire da CD, DVD, ISO o immagine su drive USB) ed l&#8217;elencazione dei sistemi operativi che è possibile virtualizzate (Windows, OS X &#8211; incluso il nuovo El Capitan -, Linux, Unix&#8230;) l&#8217;integrazione fra OS X e Windows 10 si è spinta sino ad integrare Cortana nel sistema operativo di Cupertino: infatti, una delle mancanze fondamentali di OS X è proprio Siri, l&#8217;assistente virtuale di Apple ormai disponibile su tutti i propri dispositivi, tranne che sui Mac. Cortana, invece, è un assistente virtuale a tutto tondo perfettamente integrato in Windows e lo si può richiamare (se si abilita l&#8217;apposita funzionalità nelle Preferenze di Parallels) sia dall&#8217;icona sul Dock di OS X che utilizzando il comando vocale &#8220;Hey, Cortana&#8221; qualora il Mac sia dotato di un microfono, anche integrato. Inoltre, finalmente le funzionalità di stampa sono demandate direttamente ad OS X, senza che sia necessario riconfigurare le proprie stampanti in Windows, reinstallandone i driver.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/09/Win10-Yosemite_cortana.png" data-rel="lightbox-gallery-dwFjosZz" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-10877 aligncenter" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/09/Win10-Yosemite_cortana.png" alt="Win10 Yosemite_cortana" width="620" height="388" /></a></p>
<p>In Parallels 11, inoltre, è presente una gradita conferma: <a href="https://www.nerdvana.it/2014/10/06/recensione-parallels-access-tuo-mac-sempre/" target="_blank">Parallels Access</a>. Il servizio, che richiede un abbonamento aggiuntivo con alcune licenze di Parallels Desktop 11, è il migliore che abbia mai provato per l&#8217;accesso remoto ai miei Mac. Grazie al client iOS, è possibile utilizzare i propri computer a distanza semplicemente disponendo di una connessione ad internet, anche mobile: i programmi eseguiti verranno ottimizzati per lo schermo del nostro dispositivo mobile, dal quale sarà possibile impartire comandi, anche grazie alla tastiera virtuale.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/09/New-VM-Wizard-in-Parallels-Desktop-11.png" data-rel="lightbox-gallery-dwFjosZz" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10876 aligncenter" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/09/New-VM-Wizard-in-Parallels-Desktop-11.png" alt="New VM Wizard in Parallels Desktop 11" width="620" height="436" /></a></p>
<p>Altra vera e propria novità di Parallels Desktop 11 sono le sue licenze di vendita così ogni tipologia di utente potrà trovare quella più adatta a sé: si parte dalla Standard, che include tutte le funzioni base, la Pro che, oltre ad essere l&#8217;unica in abbonamento annuale, include diversi strumenti destinati ai programmatori e il supporto telefonico 24/7, esattamente come la versione Business, alla quale si aggiungono ulteriori tool dedicati agli amministratori di rete, per la gestione delle licenze delle singole postazioni.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/09/licenze_pd_11.png" data-rel="lightbox-gallery-dwFjosZz" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-10878" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/09/licenze_pd_11.png" alt="licenze_pd_11" width="640" height="451" /></a></p>
<p>Infine, non si può non apprezzare il complessivo aumento di velocità dell&#8217;emulazione delle macchine virtuali, dato su cui Parallels stima un miglioramento pari a circa il 20% (senza contare i miglioramenti energetici, grazie anche alla nuova Modalità Viaggio che permette, ai possessori di notebook che l&#8217;attivano, di risparmiare risorse per preservare la durata della batteria). È possibile acquistare Parallels Desktop 11 direttamente dal <a href="http://www.parallels.com" target="_blank">sito ufficiale</a> o, se si preferisce la versione in scatola, anche su <a href="http://amzn.to/1UPojdw" target="_blank">Amazon</a> a partire da € 70,00.</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2015/09/15/recensione-con-parallels-desktop-11-el-capitan-e-windows-10/">Recensione: con Parallels Desktop 11, El Capitan e Windows 10 sono perfettamente integrati</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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