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	<title>mac os x - Nerdvana - Nerd Magazine</title>
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	<description>Il Paradiso dei Nerd - Notizie, guide e recensioni su Apple, iPhone, Mac, iPod, iPad, iOS, Console e tecnologia.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 19 Dec 2018 07:31:06 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Come creare unità avviabili di precedenti versioni di macOS, il metodo ufficiale Apple</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Liborio Fedele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Dec 2018 10:55:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<category><![CDATA[macOS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I contesti nei quali il ripristino di versioni più vecchie del sistema operativo Apple, precedentemente denominato Mac OS X e da poco ribattezzato macOS, possono essere svariati, non ultimo l&#8217;incompatibilità con applicativi il cui uso sia indispensabile o più semplicemente la presenza di bug o caratteristiche non gradite. Nel seguito si vedrà come Apple fornisca [&#8230;]</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2018/12/19/come-creare-unita-avviabili-precedenti-versioni-macos-metodo-ufficiale-apple/">Come creare unità avviabili di precedenti versioni di macOS, il metodo ufficiale Apple</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>I contesti nei quali il ripristino di versioni più vecchie del sistema operativo Apple, precedentemente denominato Mac OS X e da poco ribattezzato macOS, possono essere svariati, non ultimo l&#8217;incompatibilità con applicativi il cui uso sia indispensabile o più semplicemente la presenza di bug o caratteristiche non gradite. Nel seguito si vedrà come Apple fornisca un metodo ufficiale per la creazione di chiavette avviabili di versioni precedenti di macOS senza dover utilizzare programmi di terze parti o metodi che richiedano particolari conoscenze.</h5>
<h6>Apple, da sempre vicina alle problematiche dei propri utenti, nonché attenta alla soddisfazione estrema dei suoi affezionati clienti, mette a disposizione, proprio sul suo sito web, i passi da seguire per poter passare dalla versione corrente di macOS ad una sua precedente release. All&#8217;atto pratico, ciò di cui questa sezione si occupa è mettere l&#8217;utente nelle condizioni di poter creare un programma di installazione avviabile per macOS nella versione desiderata.</h6>
<p>Le versioni di <strong>macOS</strong> che supportano questo tipo di procedura sono la 10.11, 10.12, 10.13, 10.14, che prendono rispettivamente il nome di <strong>El Capitan</strong>, <strong>Sierra</strong>, <strong>High Sierra</strong> e <strong>Mojave</strong>.</p>
<p>Come accennato questo procedimento si occupa esclusivamente di creare una unità avviabile contenente il sistema operativo. Per eventualmente effettuare il downgrade di <strong>macOS</strong>, una volta creata l&#8217;unità, sarà necessario avviare il proprio Mac da quest&#8217;ultima e procedere alla formattazione del disco e seguente installazione della versione di macOS desiderata.</p>
<p>Secondo la guida ufficiale <strong>Apple</strong> alla creazione di una chiavetta avviabile, dovrà essere adottato da terminale uno dei seguenti comandi, a seconda della versione di macOS della quale si voglia creare l&#8217;unità <strong>USB avviabile</strong>.</p>
<p>Prima di procedere alla creazione della chiavetta USB avviabile con macOS è essenziale accertarsi che questa presenti uno spazio libero pari ad almeno <strong>12 GB</strong>. Ciò fatto, la procedura di seguito indicata si occuperà del resto.</p>
<p>Ovviamente per poter effettuare questa operazione non si può prescindere dal download della versione di macOS desiderata. I seguenti link consentiranno il download diretto delle versioni di macOS compatibili con il comando messo a disposizione da Apple.</p>
<p><strong>Mac OS × 10.11 El Capitan</strong>: <a href="https://itunes.apple.com/it/app/os-x-el-capitan/id1147835434?mt=12" target="_blank" rel="noopener">download diretto</a>.</p>
<p><strong>macOS 10.12 Sierra</strong>: <a href="https://itunes.apple.com/it/app/macos-sierra/id1127487414?mt=12" target="_blank" rel="noopener">download diretto</a>.</p>
<p><strong>macOS 10.13 High Sierra</strong>: <a href="https://itunes.apple.com/it/app/macos-high-sierra/id1246284741?mt=12" target="_blank" rel="noopener">download diretto</a>.</p>
<p><strong>macOS 10.14 Mojave</strong>: <a href="https://itunes.apple.com/it/app/macos-mojave/id1398502828?mt=12" target="_blank" rel="noopener">download diretto</a>.</p>
<p>Qualora si volesse effettuare l&#8217;installazione di versioni ancor precedenti di <strong>Mac OS ×</strong> i seguenti link condurranno alla pagina loro dedicata. Per la loro installazione o creazione di una chiavetta avviabile però bisognerà procedere manualmente o utilizzando tool come <a href="https://diskmakerx.com" target="_blank" rel="noopener">Disk Maker X</a>.</p>
<p><strong>Mac OS X 10.6 Snow Leopard</strong> <a href="https://www.apple.com/it/shop/product/MC573/mac-os-x-106-snow-leopard" target="_blank" rel="noopener">link diretto</a>.</p>
<p><strong>Mac OS X 10.7 Lion</strong> <a href="https://www.apple.com/it/shop/product/D6106/os-x-lion" target="_blank" rel="noopener">link diretto</a>.</p>
<p><strong>Mac OS X 10.8 Mountain Lion</strong> <a href="https://www.apple.com/it/shop/product/D6377/os-x-mountain-lion" target="_blank" rel="noopener">link diretto</a>.</p>
<p>Una volta completato il download, sarà necessario avviare il <strong>Terminale</strong> selezionandolo nella sottocartella Utility della cartella Applicazioni alternativamente da Finder o da Launchpad. Prima di procedere con il copia e incolla, al fine di evitare malfunzionamenti, si suggerisce di dividere il comando in due parti separate. La prima terminante con &#8220;- -volume&#8221; e poi il resto esclusa la parte &#8220;/Volumes/MyVolume&#8221;. Quest&#8217;ultima si potrà sostituire trascinando all&#8217;interno della finestra del Terminale l&#8217;icone relativa all&#8217;unità che si vorrà utilizzare per la creazione della chiavetta avviabile di macOS. Fatto ciò si potrà incollare la parte rimanente della stringa e premere Invio per conferma.</p>
<p>Perché i seguenti comandi funzionino correttamente è indispensabile che il file scaricato sia stato salvato nella cartella <strong>Applicazioni</strong>.</p>
<p>El Capitan<br />
<code>sudo /Applications/Install\ OS\ X\ El\ Capitan.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/MyVolume --applicationpath /Applications/Install\ OS\ X\ El\ Capitan.app</code></p>
<p>Sierra<br />
<code>sudo /Applications/Install\ macOS\ Sierra.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/MyVolume --applicationpath /Applications/Install\ macOS\ Sierra.app</code></p>
<p>High Sierra<br />
<code>sudo /Applications/Install\ macOS\ High\ Sierra.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/MyVolume</code></p>
<p>Mojave<br />
<code>sudo /Applications/Install\ macOS\ Mojave.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/MyVolume</code></p>
<p>Data la conferma sarà richiesta la <strong>password</strong> di sistema. Da notare che durante la sua digitazione nulla apparirà a schermo, non c&#8217;è da preoccuparsi, comunque il suo inserimento viene riconosciuto. Al termine della password confermare nuovamente con Invio. L&#8217;ultimo passaggio richiede la digitazione di &#8220;y&#8221; per ulteriore conferma. A questo punto il procedimento di cancellazione dell&#8217;unità ed installazione al suo interno del sistema operativo Apple avrà inizio. A seconda della velocità dell&#8217;unità collegata il processo potrebbe richiedere più o meno tempo.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2018/12/chiavetta-avviabile-macos-precedenti-versioni-nerdvana-02.jpg" target="_blank" rel="noopener" data-rel="lightbox-gallery-pOjcnVJB" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="359" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2018/12/chiavetta-avviabile-macos-precedenti-versioni-nerdvana-02-600x359.jpg" alt="Chiavetta avviabile macOS precedenti versioni nerdvana" class="aligncenter wp-image-13839" srcset="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2018/12/chiavetta-avviabile-macos-precedenti-versioni-nerdvana-02-600x359.jpg 600w, https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2018/12/chiavetta-avviabile-macos-precedenti-versioni-nerdvana-02-450x269.jpg 450w, https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2018/12/chiavetta-avviabile-macos-precedenti-versioni-nerdvana-02.jpg 1200w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p>Il procedimento potrà essere ritenuto completato una volta che, nella finestra del Terminale, sarà comparsa la stringa &#8220;Done&#8221; seguita dal nome dato al proprio Mac ed all&#8217;utenza in uso, con il cursore intermittente finale.</p>
<p>Per effettuare l&#8217;avvio a partire dall&#8217;unità appena creata, si suggerisce di spegnere il Mac e premere prolungatamene il tasto &#8220;Alt&#8221; subito dopo quello di accensione, fino alla comparsa del selettore dell&#8217;unità di avvio.</p>
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		<title>Recensione SSD SanDisk Extreme PRO: avvio ed uso fulmineo</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2016/05/11/recensione-ssd-sandisk-extreme-pro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Liborio Fedele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2016 16:30:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[El Capitan]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[SanDisk]]></category>
		<category><![CDATA[SATA III]]></category>
		<category><![CDATA[SSD]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo avuto modo di recensire diversi SSD ognuno con destinatari differenti per fattore di forma o per fascia o target d’uso. L’SSD SanDisk Extreme PRO, di cui in questa occasione possiamo condividere le nostre impressioni, è al momento, in termini prestazionali, quello che più ci ha convinti. L’unità a stato solido SanDisk Extreme PRO è, [&#8230;]</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2016/05/11/recensione-ssd-sandisk-extreme-pro/">Recensione SSD SanDisk Extreme PRO: avvio ed uso fulmineo</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Abbiamo avuto modo di recensire diversi SSD ognuno con destinatari differenti per fattore di forma o per fascia o target d’uso. L’SSD SanDisk Extreme PRO, di cui in questa occasione possiamo condividere le nostre impressioni, è al momento, in termini prestazionali, quello che più ci ha convinti.</h5>
<p>L’unità a stato solido SanDisk Extreme PRO è, in ambito consumer, l’SSD top di gamma della casa californiana da poco acquisita da Western Digital. Al primo approccio si ha subito l’idea di essere a contatto con un prodotto di alto livello. Nello specifico questa sensazione è data dal peso del prodotto, e dalla solidità della scocca esterna che fa avvertire come diretta conseguenza un interno “pieno”. Il tutto in soli 7 mm di altezza. Per renderlo compatibile con alloggiamenti da 9,5 mm, nella confezione è incluso una piccola cornice che funge da spessore.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/05/SanDisk-Extreme-PRO-nerdvana-02.jpg" rel="attachment wp-att-11839" data-rel="lightbox-gallery-9AQvYgMS" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/05/SanDisk-Extreme-PRO-nerdvana-02-459x600.jpg" alt="SanDisk Extreme PRO nerdvana" width="459" height="600" class="aligncenter size-large wp-image-11839" /></a></p>
<p>Ovviamente la destinazione di questa tipologia di SSD non può che essere l’interno di un computer con collegamento SATA III, per un uso come disco primario. Abbiamo perciò installato il SanDisk Extreme PRO, per noi in versione da 240 GB, all’interno di un MacBook Pro per valutarne le prestazioni.</p>
<p>Una volta completata l’installazione pulita di Mac OS X El Capitan abbiamo cronometrato l’avvio, misurando un tempo di 17,63 s.</p>
<p>Il primo banco di prova per SanDisk Extreme PRO è stato Blackmagic Disk Speed Test che, come riportato nell’immagine sottostante, ha fornito come risultati 480,3 MB/s in scrittura e 520,6 MB/s in lettura.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/05/SanDisk-Extreme-PRO-nerdvana-SATA-III.png" rel="attachment wp-att-11832" data-rel="lightbox-gallery-9AQvYgMS" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/05/SanDisk-Extreme-PRO-nerdvana-SATA-III-556x600.png" alt="SanDisk Extreme PRO nerdvana HDD Docking Station USB 3.0" width="556" height="600" class="aligncenter size-large wp-image-11832" /></a></p>
<p>Questi risultati, oltre ad essere in linea con quanto dichiarato nella scheda tecnica del prodotto, ed a destare da soli un elevato interesse verso il SanDisk Extreme PRO, creano elevate aspettative sull’esperienza d’uso quotidiana.</p>
<p>Per eseguire i test successivi abbiamo installato alcune delle applicazioni di uso più frequente tra i potenziali utenti del SanDisk Extreme PRO, i cui tempi di avvio sono riportati nella tabella che segue.</p>
<style type="text/css">
.tg td{}
.tg .tg-j2zy{background-color:#e6f6fc;}
.tg .tg-yw4l{}
</style>
<table class="tg">
<tr>
<td class="tg-j2zy"><strong>Applicazione</strong></th>
<td class="tg-j2zy"><strong>Tempo di avvio</strong></th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">Apple Final Cut Pro</th>
<td class="tg-j2zy">3,98 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-yw4l">Apple iMovie</th>
<td class="tg-yw4l">4,01 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">Apple Pages</th>
<td class="tg-j2zy">1,3 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-yw4l">Microsoft Word</th>
<td class="tg-yw4l">2,99 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">Adobe Photoshop CC</th>
<td class="tg-j2zy">4,71 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-yw4l">Adobe Illustrator CC</th>
<td class="tg-yw4l">11,63 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">Adobe Premiere Pro</th>
<td class="tg-j2zy">11,56 s</th>
</tr>
</table>
<p>In questa configurazione l’uso del sistema operativo e dei programmi è estremamente fluido, e le operazioni fulminee. Qualsiasi finestra o file, fino alle applicazioni di sistema, si aprono in men che non si dica. Chi scrive si esprime sull’esperienza d’uso quotidiano di un MacBook Pro Retina al quale ha effettuato l’upgrade con l’SSD OWC Aura Pro 6G precedentemente <a href="https://www.nerdvana.it/2015/10/28/recensione-ssd-owc-aura-pro-6g/" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('https://www.nerdvana.it/2015/10/28/recensione-ssd-owc-aura-pro-6g/'); return false;">recensito</a>, che già di per sé offre performance  di rilievo.</p>
<p>Fin qui si potrebbe dire che l’SSD SanDisk Extreme PRO possa vincere facile, trattandosi di un’installazione pulita. Per questo motivo vi abbiamo anche clonato un’installazione che potesse avvicinarsi di più all’uso comune, con dati, molte altre applicazioni installate, diverse delle quali con avvio al lancio. Queste condizioni non hanno influito in maniera sensibile sull’utilizzo del disco a stato solido SanDisk Extreme PRO. Solo l’avvio passa a 27,55 s, ma per il resto l’uso rimane stabilmente performante. </p>
<p>A scopo comparativo, in <a href="https://www.nerdvana.it/2015/09/02/recensione-ssd-patriot-ignite/" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('https://www.nerdvana.it/2015/09/02/recensione-ssd-patriot-ignite/'); return false;">questa</a> precedente recensione sono riportati i tempi di avvio registrati con l’HDD originale e con l’SSD Patriot Ignite che si posiziona però in una fascia inferiore.</p>
<p>In ultima istanza per completare le possibili configurazioni abbiamo voluto utilizzare questo SanDisk Extreme PRO come disco esterno in collegamento USB 3.0, utilizzando in prima istanza l’HDD Docking Station qui <a href="https://www.nerdvana.it/2015/09/25/recensione-inateck-fd2003-docking-station-dual-bay-usb-3-0/" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('https://www.nerdvana.it/2015/09/25/recensione-inateck-fd2003-docking-station-dual-bay-usb-3-0/'); return false;">recensita</a> ed in seconda battuta l’HDD Enclosure USB-C di cui abbiamo parlato <a href="https://www.nerdvana.it/2015/11/20/recensione-hdd-enclosure-usb-c-inateck/" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('https://www.nerdvana.it/2015/11/20/recensione-hdd-enclosure-usb-c-inateck/'); return false;">qui</a>. Le due immagini si riferiscono rispettivamente alla prima ed alla seconda configurazione.</p>
<div class='content-column one_half'><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/05/SanDisk-Extreme-PRO-nerdvana-HDD-Docking-Station-USB-3.0.png" rel="attachment wp-att-11831" data-rel="lightbox-gallery-9AQvYgMS" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/05/SanDisk-Extreme-PRO-nerdvana-HDD-Docking-Station-USB-3.0-417x450.png" alt="SanDisk Extreme PRO nerdvana HDD Docking Station USB 3.0" width="417" height="450" class="aligncenter size-medium wp-image-11831" /></a><br /></div><div class='content-column one_half last_column'><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/05/SanDisk-Extreme-PRO-Enclosure-USB-C.png" rel="attachment wp-att-11830" data-rel="lightbox-gallery-9AQvYgMS" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/05/SanDisk-Extreme-PRO-Enclosure-USB-C-417x450.png" alt="SanDisk Extreme PRO Enclosure USB-C" width="417" height="450" class="aligncenter size-medium wp-image-11830" /></a><br /></div><div class='clear_column'></div>
<p>Come prevedibile la connessione USB 3.0 fa degradare la velocità del SanDisk Extreme PRO, per cui se si prevede di fare un uso di questo tipo potrebbe essere più saggio orientarsi verso un SSD meno prestante per non sminuire le capacità di questo ottimo prodotto.</p>
<p>Ulteriori dettagli tecnici sull’SSD SanDisk Extreme PRO sono reperibili sulla <a href="https://www.sandisk.it/home/ssd/extreme-pro-ssd" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('https://www.sandisk.it/home/ssd/extreme-pro-ssd'); return false;">pagina</a> dedicata del sito del produttore.<br />
SanDisk Extreme PRO si può acquistare su Amazon nei tagli da 240 GB, 480 GB e 960 GB, rispettivamente a <a href="http://amzn.to/1NCwF6W" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('http://amzn.to/1NCwF6W'); return false;">113 €</a>, <a href="http://amzn.to/1S6XFRB" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('http://amzn.to/1S6XFRB'); return false;">177 €</a>, <a href="http://amzn.to/1TPsYOm" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('http://amzn.to/1TPsYOm'); return false;">305 €</a>. Rispetto ai diretti concorrenti i prezzi sono competitivi, e questo senza dover rinunciare, come si è fin qui dimostrato, alle prestazioni.</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2016/05/11/recensione-ssd-sandisk-extreme-pro/">Recensione SSD SanDisk Extreme PRO: avvio ed uso fulmineo</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Recensione Freecom Tough Drive Mini SSD: oltre 400 MB/s nel palmo della mano</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2016/04/28/recensione-freecom-tough-drive-mini-ssd/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Liborio Fedele]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 16:30:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[El Capitan]]></category>
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		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[SSD]]></category>
		<category><![CDATA[USB 3.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Freecom è un marchio tedesco specializzato nell’ingegnerizzazione di soluzioni per l’archiviazione innovative e professionali. Tutte le fasi della creazione dei loro prodotti sono certificate in Germania secondo gli standard più alti di qualità. Questo, in abbinamento all’uso di componenti di elevata qualità, consente a Freecom di garantire ai propri clienti (per lo più professionisti) prodotti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Freecom è un marchio tedesco specializzato nell’ingegnerizzazione di soluzioni per l’archiviazione innovative e professionali. Tutte le fasi della creazione dei loro prodotti sono certificate in Germania secondo gli standard più alti di qualità. Questo, in abbinamento all’uso di componenti di elevata qualità, consente a Freecom di garantire ai propri clienti (per lo più professionisti) prodotti ad elevata affidabilità, assicurando una garanzia estesa ed un servizio di assistenza gratuito. Nel seguito si tratterà uno dei loro prodotti di punta: Tough Drive Mini SSD.</h5>
<p>Tough Drive Mini SSD di Freecom è un’unità esterna a stato solido con interfaccia USB 3.0 integrata, ad elevate prestazioni sia nei trasferimenti che nello stress quotidiano.</p>
<p>Nel suo volume di 8.7 x 1.7 x 5.3 cm racchiude caratteristiche esclusive. Partendo dall’interno troviamo un mSSD SATA in tagli da 128 GB o 256 GB. L’assenza di parti meccaniche nell’SSD, unito ad un meccanismo interno che lo isola dagli impatti, rende Tough Drive Mini SSD resistente a cadute fino a 4 metri. L’adozione di un SSD fa sì che il prodotto abbia un minimo assorbimento energetico, per una durata superiore della batteria del portatile a cui sarà collegato, e riduce al minimo il rumore generato.<br />
Tough Drive Mini SSD è certificato IP55: protetto da polvere e getti d’acqua, grazie alla scocca in silicone che separa le parti sensibili dalle sollecitazioni esterne per scongiurare la perdita dei dati salvati.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-03.jpg" rel="attachment wp-att-11793" data-rel="lightbox-gallery-IBKevnQg" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-03-600x400.jpg" alt="Tough Drive Mini SSD nerdvana" width="600" height="400" class="aligncenter size-large wp-image-11793" /></a></p>
<p>Tutto questo fa del Tough Drive Mini SSD un prodotto adatto all’archiviazione, condivisione e backup di dati, anche di dimensioni importanti; fino a consentire di portare con sé la propria stazione di lavoro.</p>
<p>Tough Drive Mini SSD è esteticamente molto compatto benché non particolarmente curato, il che non preoccuperà i professionisti a cui si rivolge, dati i suoi risvolti funzionali. Il silicone di cui è rivestito ha un bel riscontro tattile, che gli conferisce un senso gommato ed antiscivolo.<br />
Ben posizionato e protetto il connettore USB estraibile, con un bel angolo di apertura seppur non molto lungo. L’estrazione del cavetto è agevolata dalla presenza di un piccolo incavo nella parte superiore del Tough Drive Mini SSD, oltre che da una piccola sporgenza sul cavetto stesso. Così anche in condizioni di scarsa sensibilità delle dita, l’uso di guanti ad esempio, l’operazione non sarà per nulla difficoltosa.<br />
Il fatto che il cavetto sia ad angolo è controbilanciato dal rivestimento del collegamento che scongiurerà facili usure. L’incavo che ospita il connettore è dotato di un magnete per assicurare, una volta richiuso, il connettore stesso alla sua sede.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-04.jpg" rel="attachment wp-att-11794" data-rel="lightbox-gallery-IBKevnQg" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-04-600x340.jpg" alt="Tough Drive Mini SSD nerdvana" width="600" height="340" class="aligncenter size-large wp-image-11794" /></a></p>
<p>Abbiamo sottoposto Tough Drive Mini SSD, per noi in versione da 256 GB, a diversi test ottenendo dei risultati davvero apprezzabili. Abbiamo iniziato con il trasferimento dati, spingendoci, sorpresi dai risultati, fino all’installazione di Mac OS X El Capitan, ed al suo utilizzo lanciando anche alcuni applicativi.</p>
<p>La prima prova è stata quella con Blackmagic Disk Speed Test, seguita dalla scrittura e lettura sequenziale di un archivio compresso da 18 GB circa, poi degli scatti da 12 MP in jpeg e RAW per complessivi 7,5 GB circa, ed infine una cartella da 1 GB contenente circa 2000 elementi delle dimensioni che variano dai pochi byte ai pochi megabyte. I risultati misurati sono riportati in tabella.</p>
<style type="text/css">
.tg td{}
.tg .tg-j2zy{background-color:#e6f6fc;}
.tg .tg-yw4l{}
</style>
<table class="tg">
<tr>
<td class="tg-j2zy"></th>
<td class="tg-j2zy"><strong>Scrittura</strong></th>
<td class="tg-j2zy"><strong>Lettura</strong></th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-yw4l"><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-Blackmagic-Disk-Speed-Test.png" target="_blank" data-rel="lightbox-gallery-IBKevnQg" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">Blackmagic Disk Speed Test</a></th>
<td class="tg-yw4l">315,2 MB/s</th>
<td class="tg-yw4l">425,6 MB/s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">Archivio compresso</th>
<td class="tg-j2zy"><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-Scrittura-Sequenziale.png" data-rel="lightbox-gallery-IBKevnQg" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">315,4 MB/s</a></th>
<td class="tg-j2zy"><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-Lettura-Sequenziale.png" data-rel="lightbox-gallery-IBKevnQg" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">277,5 MB/s</a></a></th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-yw4l">Foto</th>
<td class="tg-yw4l"><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-Scrittura-Scatti.png" data-rel="lightbox-gallery-IBKevnQg" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">300,3 MB/s</a></th>
<td class="tg-yw4l"><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-Lettura-Scatti.png" data-rel="lightbox-gallery-IBKevnQg" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">240,1 MB/s</a></th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">2000 elementi</th>
<td class="tg-j2zy"><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-Scrittura-Casuale.png" data-rel="lightbox-gallery-IBKevnQg" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">189,6 MB/s</a></th>
<td class="tg-j2zy"><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-Lettura-Casuale.png" data-rel="lightbox-gallery-IBKevnQg" data-rl_title="" data-rl_caption="" title="">171,2 MB/s</a></th>
</tr>
</table>
<p>A parte le velocità che parlano da sole, tutti i trasferimenti verso e dal Tough Drive Mini SSD avvengono in maniera molto lineare, senza eccessive discontinuità anche quando non si tratta di un unico file sequenziale. A sorprendere sono soprattutto i risultati ottenuti nell’ultimo test, dove molte unità vedono degradare in maniera ben più importante le prestazioni. È per questo che abbiamo pensato che Tough Drive Mini SSD potesse anche essere utilizzato per portare con sé la propria stazione di lavoro, quindi sistema operativo, programmi e dati di uso più frequente.<br />
A questo proposito riportiamo di seguito i tempi relativi all’avvio del sistema operativo Mac OS X El Capitan ed altre applicazioni di uso comune, ottenuti collegando Tough Drive Mini SSD alla porta USB 3.0 di un MacBook Pro con Retina Display.</p>
<style type="text/css">
.tg td{}
.tg .tg-j2zy{background-color:#e6f6fc;}
.tg .tg-yw4l{}
</style>
<table class="tg">
<tr>
<td class="tg-j2zy"></th>
<td class="tg-j2zy"><strong>Tempo di avvio</strong></th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-yw4l">Apple Mac OS X El Capitan</th>
<td class="tg-yw4l">23,5 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">Apple Final Cut Pro</th>
<td class="tg-j2zy">7,3 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-yw4l">Apple iMovie</th>
<td class="tg-yw4l">5,7 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">Apple Pages</th>
<td class="tg-j2zy">1,5 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-yw4l">Microsoft Word</th>
<td class="tg-yw4l">3,7 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">Adobe Photoshop CC</th>
<td class="tg-j2zy">7,5 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-yw4l">Adobe Illustrator CC</th>
<td class="tg-yw4l">10,9 s</th>
</tr>
<tr>
<td class="tg-j2zy">Adobe Premiere Pro</th>
<td class="tg-j2zy">10,5 s</th>
</tr>
</table>
<p>Benché questa configurazione non sia proprio lo scopo per cui Tough Drive Mini SSD nasce, l’unità si dimostra particolarmente performante. Il sistema operativo rimane reattivo e senza latenze. Tutte le operazioni più abituali sono effettuate in modo molto fluido. Se il portatile a cui si dovesse collegare Tough Drive Mini SSD dovesse avere come disco interno un HDD, l’esperienza con l’unità via USB 3.0 sarà sicuramente migliore.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-02.jpg" rel="attachment wp-att-11792" data-rel="lightbox-gallery-IBKevnQg" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2016/04/Tough-Drive-Mini-SSD-nerdvana-02-600x312.jpg" alt="Tough Drive Mini SSD nerdvana" width="600" height="312" class="aligncenter size-large wp-image-11792" /></a></p>
<p>Messo sotto stress Tough Drive Mini SSD tende ovviamente a riscaldarsi, ma le temperature non raggiungono mai valori che lo rendano meno prestante, o problematico da impugnare.</p>
<p>Tutti i dati, i test, le valutazioni e le impressioni portano ad un’unica conclusione, Tough Drive Mini SSD è davvero una piccola unità in grado in poco tempo e con poche risorse di dare il massimo anche in condizioni poco favorevoli.</p>
<p>Ulteriori dettagli sul Tough Drive Mini SSD sono presenti sulla <a href="http://www.freecom.com/product/tough-drive-mini-ssd-256gb-56345/" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('http://www.freecom.com/product/tough-drive-mini-ssd-256gb-56345/'); return false;">pagina</a> di Freecom.<br />
Quanto all’acquisto, Tough Drive Mini SSD è disponibile su Amazon a <a href="http://amzn.to/1rBzEH7" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('http://amzn.to/1rBzEH7'); return false;">85 €</a> circa nella versione da 128 GB ed a <a href="http://amzn.to/1rBzIqf" target="_blank" onclick="trackOutboundLink('http://amzn.to/1rBzIqf'); return false;">150 €</a> circa per quella da 256 GB. Date le capacità, le dimensioni, il fatto che si tratti di SSD, le prestazioni e l’IP55 il prezzo di vendita è da ritenersi ottimo visto prodotto che si acquista.</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2016/04/28/recensione-freecom-tough-drive-mini-ssd/">Recensione Freecom Tough Drive Mini SSD: oltre 400 MB/s nel palmo della mano</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come riparare i permessi in Mac OS X El Capitan</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2015/11/17/come-riparare-i-permessi-in-mac-os-x-el-capitan/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Liborio Fedele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2015 17:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[OS X]]></category>
		<category><![CDATA[El Capitan]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[permessi]]></category>
		<category><![CDATA[terminale]]></category>
		<category><![CDATA[Utility Disco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Già qualche tempo fa facevamo accenno al fatto che, in Mac OS X El Capitan, con l&#8217;introduzione della System Integrity Protection Apple avesse eliminato la possibilità di riparare i permessi, rimuovendo il comando dall’applicazione che lo consentiva, vale a dire Utility Disco. OS X Daily ha reso noto il comando che da terminale consente di [&#8230;]</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2015/11/17/come-riparare-i-permessi-in-mac-os-x-el-capitan/">Come riparare i permessi in Mac OS X El Capitan</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Già qualche tempo fa facevamo accenno al fatto che, in Mac OS X El Capitan, con l&#8217;introduzione della <a href="https://www.nerdvana.it/2015/10/06/system-integrity-protection-mac-os-x-el-capitan-cose-disattivarla/" target="_blank">System Integrity Protection</a> Apple avesse eliminato la possibilità di riparare i permessi, rimuovendo il comando dall’applicazione che lo consentiva, vale a dire Utility Disco. <a href="http://osxdaily.com/2015/11/04/verify-repair-permissions-mac-os-x/" target="_blank">OS X Daily</a> ha reso noto il comando che da terminale consente di riparare autonomamente i permessi di sistema.</h5>
<p>Nel Mac OS X El Capitan di Apple, non è più necessario riparare i permessi in quanto questo processo viene effettuato autonomamente dal sistema operativo. Nel caso in cui ci si dovesse ritrovare in una situazione che richiedesse un intervento immediato, è possibile utilizzare le seguenti stringhe per richiamare i comandi che consentono di verificare e riparare i permessi.</p>
<p>Una volta aperta l’applicazione Terminale, dalla cartella Utility in Applicazioni, o Altro nel Launchpad, è sufficiente incollare la seguente stringa seguita da conferma attraverso il pulsante Invio, per avviare la verifica dei permessi. Ricordiamo che alla richiesta della password di sistema, la sua digitazione non produrrà alcun carattere a schermo; anche in questo caso si dovrà confermare.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/11/Riparare-i-permessi-El-Capitan-nerdvana-01.png" data-rel="lightbox-gallery-6PMI2lpB" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/11/Riparare-i-permessi-El-Capitan-nerdvana-01-600x421.png" alt="Riparare i permessi El Capitan nerdvana" width="600" height="421" class="aligncenter size-large wp-image-11379" /></a></p>
<p><code>sudo /usr/libexec/repair_packages --verify --standard-pkgs /</code></p>
<p>È necessario attendere qualche secondo sui Mac con SSD, può essere necessario un po’ di tempo in più per i Mac con HDD affinché tutti gli errori riscontrati siano rilevati ed elencati. In ogni caso l’operazione risulta completata quando non compare più il cursore lampeggiante ad inizio riga, ma la stessa dicitura che si è trovata all’apertura del Terminale.</p>
<p>Ora, per procedere a riparare i permessi, va incollata la stringa che segue, dando conferma con il tasto invio.</p>
<p><code>sudo /usr/libexec/repair_packages --repair --standard-pkgs --volume /</code></p>
<p>Come nella fase precedente saranno elencati tutti i permessi riparati ed al termine del processo il cursore lampeggiante non sarà più ad inizio riga, ma seguirà l&#8217;indicazione dell’utente amministratore.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Abilitare il TRIM: il comando ufficiale Apple su Mac OS X El Capitan</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2015/10/30/abilitare-il-trim-il-comando-ufficiale-apple/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Liborio Fedele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2015 12:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[OS X]]></category>
		<category><![CDATA[El Capitan]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[SATA]]></category>
		<category><![CDATA[SSD]]></category>
		<category><![CDATA[TRIM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa ci siamo soffermati sul comando previsto da Apple per la creazione di unità USB avviabili, in questa occasione invece ci occuperemo di analizzare un ulteriore comando per abilitare il TRIM su SSD di terze parti reso disponibile nativamente ed ufficialmente all’interno del sistema operativo a partire dal nuovo Mac OS X El [&#8230;]</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2015/10/30/abilitare-il-trim-il-comando-ufficiale-apple/">Abilitare il TRIM: il comando ufficiale Apple su Mac OS X El Capitan</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Qualche giorno fa ci siamo soffermati sul comando previsto da Apple per la creazione di <a href="https://www.nerdvana.it/2015/10/26/guida-definitiva-alla-creazione-di-unita-usb-avviabili-per-os-x/" target="_blank">unità USB avviabili</a>, in questa occasione invece ci occuperemo di analizzare un ulteriore comando per abilitare il TRIM su <a href="https://www.nerdvana.it/tag/ssd/" target="_blank">SSD</a> di terze parti reso disponibile nativamente ed ufficialmente all’interno del sistema operativo a partire dal nuovo Mac OS X El Capitan.</h5>
<p>Il verbo “trim” in inglese sta per “rimuovere qualcosa di eccedente o indesiderato per rendere qualcosa ordinato”. In effetti si tratta di un comando che fa parte del del set ATA per la gestione dei dispositivi collegati via SATA, introdotto con l’avvento degli SSD, con lo scopo di mantenere questi ultimi performanti per l’intero ciclo di vita. Il comando “informa” il controller dell’SSD circa i blocchi non più in uso da parte del sistema operativo.</p>
<p>Perché il comando funzioni, è fondamentale che sia supportato sia dal sistema operativo, che dal dispositivo sul quale lo si vuole abilitare.</p>
<p>È bene sottolineare che il TRIM è già attivo su tutti gli SSD montati sui Mac, per cui il comando che andremo ad introdurre s’intende rivolto solo a coloro i quali hanno in uso un SSD di terze parti. In maniera analoga, il TRIM non funziona sui comuni hard disk magnetici.</p>
<p>Il comando che consente l’abilitazione del TRIM è denominato trimforce e per procedere all’attivazione è sufficiente incollare la seguente stringa all’interno della finestra del Terminale e darne conferma premendo “Invio”.</p>
<p><code>sudo trimforce enable</code></p>
<p>Verrà richiesto l’inserimento della password di di sistema alla cui conferma seguirà un messaggio di avvertimento circa i rischi che si possono correre abilitando il TRIM, si consiglia di effettuare un backup preventivo, e si avverte che l’utilizzo del comando in oggetto è a proprio rischio e pericolo e non coperto da garanzia Apple.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/10/Abilitare-TRIM-nerdvana-02.jpg" data-rel="lightbox-gallery-8pjSjXdc" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/10/Abilitare-TRIM-nerdvana-02-600x421.jpg" alt="Abilitare TRIM nerdvana" width="600" height="421" class="aligncenter size-large wp-image-11320" /></a></p>
<p>Essendo il comando TRIM non esente da problemi e possibile perdita di dati, si raccomanda di fare un backup prima della sua attivazione, e di continuare a farne regolarmente.</p>
<p>Naturalmente è sempre possibile tornare indietro disattivandolo, attraverso l’utilizzo della seguente stringa.</p>
<p><code>sudo trimforce disable</code></p>
<p>Il comando non prevede la possibilità di verificarne lo stato corrente.</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2015/10/30/abilitare-il-trim-il-comando-ufficiale-apple/">Abilitare il TRIM: il comando ufficiale Apple su Mac OS X El Capitan</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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		<title>Guida definitiva alla creazione di unità USB avviabili per OS X</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Liborio Fedele]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 17:30:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[OS X]]></category>
		<category><![CDATA[El Capitan]]></category>
		<category><![CDATA[Mac app store]]></category>
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		<category><![CDATA[usb]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima c’è stata la creazione manuale delle pendrive USB avviabili o DVD, poi è arrivato DiskMaker X (inizialmente con il nome di Lion Disk Maker), ed infine, seppur in sordina, Apple ha rilasciato una sua utility proprietaria per venire in contro a questa necessità. È capitato un po’ a tutti di avere dei problemi con [&#8230;]</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2015/10/26/guida-definitiva-alla-creazione-di-unita-usb-avviabili-per-os-x/">Guida definitiva alla creazione di unità USB avviabili per OS X</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Prima c’è stata la creazione manuale delle pendrive USB avviabili o DVD, poi è arrivato DiskMaker X (inizialmente con il nome di Lion Disk Maker), ed infine, seppur in sordina, Apple ha rilasciato una sua utility proprietaria per venire in contro a questa necessità.</h5>
<p>È capitato un po’ a tutti di avere dei problemi con alcuni permessi, o di voler formattare il proprio Mac per effettuare un’installazione pulita del sistema operativo. Sono tutti casi in cui l’uso di USB avviabili è fondamentale, nonché l&#8217;unica soluzione.</p>
<p>È anche vero che, con l’avvento di El Capitan, buona parte dei problemi siano stati risolti eliminandone la causa, e restringendo un po’ i margini di manovra di chi voleva avere tutto sotto controllo ed intervenire un po’ più a fondo. Fortunatamente Apple, forse anche per portare alcune funzionalità alla portata dell’utente medio, ha reso disponibile una semplice <a href="https://support.apple.com/en-us/HT201372" target="_blank">guida</a> che, attraverso l’utilizzo di un nuovo comando da terminale, consente la creazione di  unità USB avviabili.</p>
<p>L’utility funziona, è ufficiale ed il suo utilizzo richiede poco più di un copia e incolla. Il comando utilizzato è &#8220;createinstallmedia&#8221; e fa riferimento ad un piccolo eseguibile localizzato all’interno dell’installer che si scarica da Mac App Store, ed  è utilizzabile con le versioni OS X El Capitan, Yosemite o Mavericks di Mac OS X.</p>
<p>Una volta scaricato, l’installer viene posizionato nella cartella Applicazioni e non è necessario fare altro. Quanto all’unità USB invece è sufficiente conoscerne il nome, meglio se senza spazi.</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/10/USB-avviabili-Terminale-nerdvana.png" data-rel="lightbox-gallery-3ruovPcH" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2015/10/USB-avviabili-Terminale-nerdvana-600x421.png" alt="USB avviabili Terminale nerdvana" width="600" height="421" class="aligncenter size-large wp-image-11276"></a></p>
<p>A questo punto si deve solo aprire il Terminale raggiungibile come segue.</p>
<p>Attraverso il Finder: cartella Applicazioni, sottocartella Utility.<br />
Attraverso il Launchpad: di solito nella prima schermata, nella cartella Altro.</p>
<p>Basta ora copiare e incollare la seguente stringa, sostituendo al posto di &#8220;MyVolume&#8221; il nome del volume sul quale si desidera procedere con l’installazione, che abbia delle dimensioni uguali o superiori a 8 GB.</p>
<p><code>sudo /Applications/Install\ OS\ X\ El\ Capitan.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/MyVolume --applicationpath /Applications/Install\ OS\ X\ El\ Capitan.app</code></p>
<p>Apparirà un messaggio attraverso il quale si viene messi in guardia rispetto ai pericoli dell’utilizzo del comando sudo, che consente l’esecuzione come utente amministratore. È sufficiente inserire la password di sistema per procedere.</p>
<p>Il volume selezionato sarà formattato, rinominato, e vi saranno copiati i dati necessari.</p>
<p>Al termine del processo tornerà il cursore lampeggiante e l’unità potrà essere utilizzata. È il caso di sottolineare che quest’ultima non verrà riconosciuta come disco di avvio dalle preferenze di sistema, per cui per poterla utilizzare si renderà necessario avviare il Mac tenendo premuto il tasto alt che consente l’accesso allo Startup Manager. Si tratta di un pannello attraverso il quale si può scegliere il disco di avvio.</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2015/10/26/guida-definitiva-alla-creazione-di-unita-usb-avviabili-per-os-x/">Guida definitiva alla creazione di unità USB avviabili per OS X</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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		<title>System Integrity Protection in Mac OS X El Capitan cos’è e come disattivarla</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2015/10/06/system-integrity-protection-mac-os-x-el-capitan-cose-disattivarla/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Liborio Fedele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2015 16:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[OS X]]></category>
		<category><![CDATA[El Capitan]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[System Integrity Protection]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo del nuovo Mac OS X El Capitan, a prima vista possono non riscontrarsi particolari cambiamenti visto che gran parte del lavoro non è strettamente legato all’interfaccia utente, ma a ciò che la muove. Una novità tra tutte è stata l’introduzione della System Integrity Protection che ha avuto tra le conseguenze più vistose l’eliminazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Con l’arrivo del nuovo Mac OS X El Capitan, a prima vista possono non riscontrarsi particolari cambiamenti visto che gran parte del lavoro non è strettamente legato all’interfaccia utente, ma a ciò che la muove.<br />
Una novità tra tutte è stata l’introduzione della System Integrity Protection che ha avuto tra le conseguenze più vistose l’eliminazione della possibilità di riparare i permessi del disco. Ciò ha minato le certezze degli utenti un po’ più attenti che fin ad oggi, per qualsiasi accenno di problema, la prima cosa che hanno fatto è stata proprio quella di procedere con la riparazione dei permessi.</h5>
<p>La System Integrity Protection elimina le cause che potrebbero portare alla modifica dei permessi di file o cartelle di sistema, impedendone l’accesso  a software di terze parti. All’atto pratico, questo sistema limita le operazione che l’account root può eseguire su porzioni protette del sistema operativo.</p>
<p>In particolare i percorsi e le applicazioni protette sono i seguenti.</p>
<ul>
<li>/System</li>
<li>/usr</li>
<li>/bin</li>
<li>/sbin</li>
<li>Applicazioni preinstallate da OS X</li>
</ul>
<p>D’ora in poi, solo i processi firmati da Apple potranno intervenire in queste aree. Tutto ciò che non ha questa firma, durante il processo di installazione di El Capitan, è stato eliminato, e questo potrebbe causare il non corretto funzionamento di alcuni programmi o utility precedentemente installati, se non scaricati da Mac App Store, dal momento che quest’ultimo ha politiche ancor più restrittive.</p>
<p>C’è però un modo per tornare indietro: ecco come disattivare la System Integrity Protection in Mac OS X El Capitan.</p>
<ol>
<li>Riavviare il Mac in modalità di recupero, premendo contemporaneamente i tasti cmd ed R subito dopo il dong di avvio.</li>
<li>All’avvio dal menù “Utility” selezionare “Terminale”.</li>
<li>Digitare la seguente stringa e premere invio.</li>
<p>	[code type=shell]csrutil disable; reboot[/code]
</ol>
<p>Apparirà un messaggio che confermerà la disattivazione della System Integrity Protection rendendo necessario il riavvio per l’applicazione delle modifiche; dopodiché il Mac si riavvierà normalmente.</p>
<p>È anche possibile verificare lo stato attraverso la seguente stringa.<br />
	[code type=shell]csrutil status[/code]
<p>Infine per riabilitare la System Integrity Protection è sufficiente seguire i passaggi precedenti, utilizzando però la stringa:<br />
		[code type=shell]csrutil enable; reboot[/code]
<p>Rimane inteso che nella maggior parte dei casi quest’operazione è sconsigliata in quanto non necessaria, e al più dannosa, dal momento che la sua introduzione da parte di Apple è rivolta ad una maggiore stabilità del sistema.</p>
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		<title>iPhone 5 (o 4S) iOS 5 e Mac OS X 10.7 Lion: il punto della situazione</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2011/05/27/iphone-5-o-4s-ios-5-mac-os-10-7-lion-il-punto-della-situazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2011 20:55:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[iOS]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[OS X]]></category>
		<category><![CDATA[apple. wwdc]]></category>
		<category><![CDATA[ios]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Col keynote alla WWDC 2011 del prossimo 6 giugno, Apple si prepara a scoprire le sue carte circa il futuro dei suoi sistemi operativi. Mac OS X Lion è praticamente pronto (diverse sono le voci che riportano che la golden master già in fase di test interno al campus Apple) e, salvo novità dell&#8217;ultimo minuto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/05/apple-wwdc-11-sold-out-da-record-11.jpg" data-rel="lightbox-gallery-XZOMdvsd" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-4623" title="" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/05/apple-wwdc-11-sold-out-da-record-11-520x285.jpg" alt="" width="520" height="285" /></a></p>
<p>Col keynote alla WWDC 2011 del prossimo 6 giugno, Apple si prepara a scoprire le sue carte circa il futuro dei suoi sistemi operativi. Mac OS X Lion è praticamente pronto (diverse sono le voci che riportano che la golden master già in fase di test interno al campus Apple) e, salvo novità dell&#8217;ultimo minuto o sorprese tenuteci nascoste sino ad ora, dovrebbe vedere la luce in estate con le caratteristiche che ormai conosciamo tutti: Versioni, Multitasking alla iOS, Mission Control, LaunchPad, AirDrop e tante migliorie sotto il cofano rispetto a Snow Leopard. Ampia parte del keynote sarà dunque dedicata alla presentazione di Lion, con buona pace di chi crede che Apple abbia abbandonato i Mac per dedicarsi al sicuramente più redditizio settore mobile.      </p>
<p>I veri punti di domanda, però, rimangono essenzialmente due: quale sarà il futuro di iOS e ci sarà un nuovo iPhone per quest&#8217;anno? Procediamo con ordine. Per quanto riguarda il discorso iOS assisteremo sicuramente a qualche piccola rivoluzione circa le notifiche push, che ora come ora sono gestite piuttosto male e un miglior riconoscimento vocale grazie all&#8217;accordo di Apple con Nuance, la società che sviluppa i software per la dettatura Dragon ed è molto probabile anche l&#8217;implementazione dei widget (magari con una dashboard stile Mac OS X e non con una soluzione alla Android, scomoda e caotica).   </p>
<p>Se ad oggi Apple non ha tenuto la consueta conferenza dedicata alla roadmap di sviluppo di iOS, significa che le novità che saranno implementate nel nuovo sistema riguarderanno sia una migliore integrazione con i servizi di Mac OS X (AirDrop su tutti) sia con i nuovi servizi cloud che dovrebbero essere lanciati entro la fine di quest&#8217;anno, fra cui ricordiamo lo streaming della propria libreria di iTunes (o di tutto il catalogo a fronte di un abbonamento mensile). iOS 5 dovrebbe, dunque, rappresentare un punto di svolta per Apple: il processore A5 ha una enorme potenza di calcolo e sarebbe sprecato per un sistema operativo ancora simile all&#8217;attuale. Se non mi credete, provate un iPad 2.</p>
<p>Infine la questione iPhone 5: come chiunque può notare i cicli di rilascio dei nuovi prodotti sono quasi sempre annuali e i veri salti generazionali si verificano ogni due o tre rilasci (iPhone EDGE e 3G erano pressoché identici, il 3GS era una versione potenziata del 3G e il 4 ha segnato un vero punto di svolta e lo stesso discorso può farsi per iPad e iPad 2), quindi non è escluso che il nuovo terminale possa vedere la luce a margine del keynote come <em>one more thing</em>: processore A5, forse più RAM, 64GB di memoria, un miglior processore grafico, una nuova fotocamera e una antenna ridisegnata appaiono come le novità più probabili. Il nome del nuovo terminale? Scommetto più su iPhone 5 che su iPhone 4S: anche se sarà solo una versione riveduta e corretta del 4, chiamarlo 4S sarebbe come cancellare tutto il marketing di Apple orientato a far andare di pari passo il nome dell&#8217;iPhone di punta, il nome del processore (ricordiamo che il primo chip Apple è stato chiamato A4) e il nome dell&#8217;ultima versione di iOS, senza dimenticare che il nuovo iPad è stato chiamato iPad 2 e non iPad 1S o similia.</p>
<p>E ora a voi la parola.</p>
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		<title>BananaTV: invia al tuo Mac foto, audio e video in streaming da qualsiasi dispositivo iOS</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2011/03/21/bananatv-invia-al-tuo-mac-foto-audio-video-streaming-da-qualsiasi-dispositivo-ios/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 11:57:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Applicazioni OS X]]></category>
		<category><![CDATA[airplay]]></category>
		<category><![CDATA[ios]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>BananaTV è una di quelle applicazioni destinate a diventare dei must-have per ogni Mac-user che ha deciso di basare il proprio intrattenimento su iMac o un MacMini in luogo di AppleTV: con BananaTV, infatti, potrete inviare tramite AirPlay foto e video da un iDevice al vostro Mac. L&#8217;applicazione, dunque, aggiunge a qualsiasi Mac la possibilità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3304" href="https://www.nerdvana.it/2011/03/21/bananatv-invia-al-tuo-mac-foto-audio-video-streaming-da-qualsiasi-dispositivo-ios/schermata-2011-03-21-a-12-49-43/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3304" title="Schermata 2011-03-21 a 12.49.43" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/03/Schermata-2011-03-21-a-12.49.43-550x317.png" alt="" width="550" height="317" /></a></p>
<p><a href="http://bananatv.net/">BananaTV</a> è una di quelle applicazioni destinate a diventare dei must-have per ogni Mac-user che ha deciso di basare il proprio intrattenimento su iMac o un MacMini in luogo di AppleTV: con BananaTV, infatti, potrete inviare tramite AirPlay foto e video da un iDevice al vostro Mac. L&#8217;applicazione, dunque, aggiunge a qualsiasi Mac la possibilità di ricevere contenuti multimediali, coprendo il gap lasciato (inspiegabilmente) aperto da Apple.</p>
<p>Per poter utilizzare BananaTV è necessario avere un dispositivo con installato iOS dalla versione 4.2 in poi che deve essere collegato alla stessa rete WiFi del vostro Mac. Ovviamente vi consiglio una rete basata sul protocollo draft N per le migliori prestazioni.</p>
<p>L&#8217;applicazione, però, ha qualche limitazione: non supporta lo streaming audio, le foto possono essere trasmesse solo dall&#8217;applicazione <em>Immagini</em> di iOS e i video protetti dal DRM di iTunes devono essere autorizzati sul Mac che riceve il flusso video.</p>
<p>E&#8217; possibile acquistare BananaTV dal suo <a href="http://bananatv.net/">sito ufficiale</a> al prezzo di 7,99 $: costa ben più di una semplice utility, come ogni applicazione che svolge ciò che che Apple avrebbe dovuto implementare di default (come, ad esempio Printopia). Decisamente consigliata per chi ha fatto del proprio Mac un mediacenter, ma se avete AppleTV o non usate alcun dispositivo Apple per il vostro intrattenimento, BananaTV non fa decisamente per voi. Vi lascio ad un video dimostrativo del funzionamento.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="http://player.vimeo.com/video/21180519" width="550" height="309" frameborder="0"></iframe></p>
<p><a href="http://vimeo.com/21180519">Banana TV</a> from <a href="http://vimeo.com/user5024188">Kyle Matthews</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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		<title>Back to the Mac: dai processori PowerPC a quelli Intel</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2011/03/17/mac-dai-processori-powerpc-quelli-intel/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 20:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Seconda Puntata di Back to the Mac: la transizione più importante della storia di Apple San Francisco, WWDC 2005: il 6 giugno Steve Jobs annuncia dal palco del Moscone Center che Apple avrebbe abbandonato i processori PowerPc in favore dell&#8217;adozione di quelli Intel: l&#8217;accordo tra le due aziende prevedeva la fornitura in esclusiva di qualche [&#8230;]</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2011/03/17/mac-dai-processori-powerpc-quelli-intel/">Back to the Mac: dai processori PowerPC a quelli Intel</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Seconda Puntata di Back to the Mac: la transizione più importante della storia di Apple</strong></p>
<p>San Francisco, WWDC 2005: il 6 giugno Steve Jobs annuncia dal palco del Moscone Center che Apple avrebbe abbandonato i processori PowerPc in favore dell&#8217;adozione di quelli Intel: l&#8217;accordo tra le due aziende prevedeva la fornitura in esclusiva di qualche mese rispetto agli altri produttori.</p>
<p>I progressi di IBM nello sviluppo della tecnologia non riuscivano a soddisfare le esigenze di Apple: con l&#8217;introduzione dei chip G5, Big Blue aveva assicurato ad Apple di poter raggiungere la velocità di clock di 3 ghz e di ottimizzare la richiesta di risorse elettriche in modo da poterli inserire nei PowerBook e negli iBook. Nel giro dei tre anni successivi IBM non mantenne mai la promessa: i 3 ghz non furono mai raggiunti e, soprattutto, non riuscì a realizzare i chip per i computer portatili. Jobs si rivolse così ad AMD e Intel: AMD poteva produrre processori a 64bit, ma il consumo in termini di watt era troppo elevato, mentre la roadmap di progettazione di Intel teneva in grande considerazione questo particolare aspetto che avrebbe permesso ad Apple di aggiornare la linea dei portatili, ancora fermi ai chip G4.</p>
<p>I chip della serie Core videro la luce ben sei mesi prima del previsto: Apple iniziò subito a produrre i nuovi portatili che furono ribattezzati per l&#8217;occasione MacBook e MacBook Pro, in chiaro segno di rottura con il passato: erano i portatili più veloci e performanti sul mercato, tanto che, negli anni, le vendite sono aumentate esponenzialmente:</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3115" href="https://www.nerdvana.it/2011/03/17/mac-dai-processori-powerpc-quelli-intel/macbookvendite/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3115" title="macbookvendite" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/03/macbookvendite-550x340.png" alt="" width="550" height="340" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3115" href="https://www.nerdvana.it/2011/03/17/mac-dai-processori-powerpc-quelli-intel/macbookvendite/"></a>e i chip Core furono subito adottati per gli altri prodotti Apple. Nel giro di 12 mesi, la transizione era completa: MacBook, MacBook Pro, iMac Intel, MacMini, Mac Pro e Xserve furono aggiornati con le CPU di Santa Clara.</p>
<p>La transizione non è stata, però, indolore: i nuovi Mac user erano costretti a utilizzare <strong>Rosetta</strong>, un emulatore di macchine PowerPC per poter eseguire le applicazioni non ancora convertite per architettura Intel e Leopard vide la luce con un anno di ritardo perchè Tiger (cioè Mac OS X 10.4) fu riscritto per funzionare con i nuovi processori. Con la presentazione di Snow Leopard, Apple decise che le macchine PowerPc non avrebbero più usufruito delle nuove versioni del suo sistema operativo: Mac OS X 10.5 è stata l&#8217;ultima versione in grado di girare sulle &#8220;vecchie&#8221; macchine, obbligando, di fatto, molti utenti a comprare nuovi e costosi Mac per poter eseguire le ultime applicazioni o sviluppare per iOS.</p>
<p>I vantaggi, di contro, sono stati numerosi: virtualizzazione più semplice di altri sistemi operativi tramite tool proprietari come BootCamp o di terze parti come Parallels o VmWare Fusion, l&#8217;adozione del più veloce e sicuro EFI in luogo del BIOS e l&#8217;implementazione di librerie indipendenti dai sistemi operativi come OpenGL. La collaborazione fra Apple e Intel ha, inoltre, portato i suoi frutti su più fronti, come quello per lo sviluppo di connessioni hardware più veloci che ha portato alla creazione della tecnologia Thunderbolt.</p>
<p>Ma l&#8217;evoluzione della tecnologia promossa da Apple è un&#8217;altra storia&#8230;</p>
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		<title>Il Mac AppStore crasha all&#8217;avvio? Ecco la soluzione!</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2011/03/07/il-mac-appstore-crasha-allavvio-ecco-la-soluzione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 00:37:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Guide]]></category>
		<category><![CDATA[OS X]]></category>
		<category><![CDATA[mac appstore]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non so se vi è mai successo, ma ultimamente il mio Mac AppStore crashava all&#8217;avvio, restituendomi un errore lunghissimo e di difficile comprensione, visto che erano poche le referenze riportate comprensibili, escludendo quelle in codice esadecimale ovviamente.Ho davvero provato di tutto, ho reinstallato il combo update di Snow Leopard 10.6.6, ho riparato i permessi, ho [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3064" href="https://www.nerdvana.it/2011/03/07/il-mac-appstore-crasha-allavvio-ecco-la-soluzione/macappstorecache/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3064" title="macappstorecache" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/03/macappstorecache-550x333.png" alt="" width="550" height="333" /></a></p>
<p>Non so se vi è mai successo, ma ultimamente il mio Mac AppStore crashava all&#8217;avvio, restituendomi un errore lunghissimo e di difficile comprensione, visto che erano poche le referenze riportate comprensibili, escludendo quelle in codice esadecimale ovviamente.<br />Ho davvero provato di tutto, ho reinstallato il combo update di Snow Leopard 10.6.6, ho riparato i permessi, ho esplorato tutte le cartelle della Libreria fino ad arrivare ad una conclusione abbastanza semplice: bastava rimuovere la cartella <strong>com.apple.appstore</strong> situata in <em>Macintosh HD/Utenti/Nome Utente/Libreria/Caches </em>dove per Macintosh HD si intende il nome del disco fisso su cui avete installato Mac OS X e Nome Utente il nome della vostra cartella Home.<br />Al successivo riavvio dello Store, la cartella è stata ricreata nuovamente in automatico, ripristinando la funzionalità di Mac AppStore.</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2011/03/07/il-mac-appstore-crasha-allavvio-ecco-la-soluzione/">Il Mac AppStore crasha all&#8217;avvio? Ecco la soluzione!</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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		<item>
		<title>iMovie e GarageBand su iOS: altro sintomo sulla complementarietà di Mac OS X e iOS</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2011/03/03/imovie-garageband-su-ios-altro-sintomo-sulla-complementarieta-di-mac-os-ios/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 10:15:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Applicazioni iOS]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[garageband]]></category>
		<category><![CDATA[ilife]]></category>
		<category><![CDATA[imovie]]></category>
		<category><![CDATA[ios]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri Apple ha annunciato lo sbarco di iMovie e GarageBand su iOS: mentre nel primo caso si tratta di un aggiornamento corposo per rendere l&#8217;app compatibile con lo schermo e la potenza di iPad 2, nel secondo caso si tratta di un vero e proprio debutto. iMovie L&#8217;ottimo applicativo per il video-editing destinato al mercato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri Apple ha annunciato lo sbarco di iMovie e GarageBand su iOS: mentre nel primo caso si tratta di un aggiornamento corposo per rendere l&#8217;app compatibile con lo schermo e la potenza di iPad 2, nel secondo caso si tratta di un vero e proprio debutto.</p>
<p><strong>iMovie</strong></p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-3025" href="https://www.nerdvana.it/2011/03/03/imovie-garageband-su-ios-altro-sintomo-sulla-complementarieta-di-mac-os-ios/imovie/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3025" title="imovie" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/03/imovie.jpg" alt="" width="512" height="385" /></a><br /></strong></p>
<p>L&#8217;ottimo applicativo per il video-editing destinato al mercato consumer guadagna, nella sua versione per iPad, una interfaccia grafica molto più simile a quella della controparte Mac: due schermate superiori con l&#8217;elenco dei filmati e l&#8217;anteprima del montaggio, mentre nella parte inferiore è presente la timeline del filmato. Con il pinch con due dita è possibile espandere la timeline per aggiungere filmati, tracce audio o transizioni con una incredibile semplicità. iMovie riesce a lavorare con filmati in HD senza problemi, esportandoli in h.264 o trasmettendoli direttamente via AirPlay sulla nostra AppleTV o altro dispositivo compatibile. I progetti però non possono essere iniziati su iPad e ultimati in iMovie &#8217;11 per Mac o viceversa. Per chi ha già acquistato iMovie per iPhone 4, l&#8217;aggiornamento alla versione per iPad sarà gratuito.</p>
<p><strong>GarageBand</strong></p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-3023" href="https://www.nerdvana.it/2011/03/03/imovie-garageband-su-ios-altro-sintomo-sulla-complementarieta-di-mac-os-ios/garageband1/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3023" title="garageband1" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/03/garageband1-550x412.jpg" alt="" width="550" height="412" /></a><br /></strong></p>
<p>E&#8217; la vera novità del keynote di ieri sera: uno studio di registrazione a 8 tracce (tantissime, credetemi&#8230;) sempre in borsa e a portata di dita. E&#8217; possibile scegliere di suonare uno strumento virtuale (pianoforte, sintetizzatori, chitarre, bassi, batterie) che risponderanno alla diversa pressione delle nostre dita grazie all&#8217;utilizzo dell&#8217;accelerometro di iPad e della zona in cui sfioriamo gli strumenti. E&#8217; possibile, inoltre, usare degli strumenti smart per imparare a suonare e collegare strumenti musicali veri ad iPad per registrare le tracce da utilizzare. I progetti, inoltre, possono essere trasferiti su Mac per completarli e rifinirli prima di una loro pubblicazione.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3024" href="https://www.nerdvana.it/2011/03/03/imovie-garageband-su-ios-altro-sintomo-sulla-complementarieta-di-mac-os-ios/garageband2/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3024" title="garageband2" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/03/garageband2-550x412.jpg" alt="" width="550" height="412" /></a></p>
<p>E&#8217; sempre più chiara la volontà di Apple di rendere complementari Mac OS X e iOS, non solo per le funzionalità dei due sistemi operativi (Lion vi dice nulla?), ma anche sotto il profilo della produttività personale: lo sbarco di iWork su iOS, relativo allo scorso anno, è stato solo l&#8217;inizio, visto che, di fatto, anche tutta la suite iLife è stata convertita per iPad (tranne iDVD e iWeb, i due programmi meno utilizzati in assoluto). L&#8217;introduzione di GarageBand potrebbe, però, avere effetti negativi per il mercato delle app da musicisti: molte di esse offrono solo alcune funzioni e mancano di interoperabilità fra loro.</p>
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		<title>Back to the Mac: come tutto ebbe inizio</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2011/02/27/back-to-the-mac-come-tutto-ebbe-inizio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 18:20:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Back To The Mac]]></category>
		<category><![CDATA[Nerdcast]]></category>
		<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In vista del rilascio di Lion previsto per questa estate, abbiamo deciso di raccontarvi alcuni aneddoti ed episodi che hanno fatto grande la storia di Mac OS X, dal rilascio della prima beta pubblica fino ai giorni nostri. La rubrica toccherà diversi argomenti, spesso in ordine sparso. Un post ogni domenica per ricordare (o imparare) [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2976" href="https://www.nerdvana.it/2011/02/27/back-to-the-mac-come-tutto-ebbe-inizio/backtothemac/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2976" title="backtothemac" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/02/backtothemac.png" alt="" width="547" height="299" /></a></p>
<p>In vista del rilascio di Lion previsto per questa estate, abbiamo deciso di raccontarvi alcuni aneddoti ed episodi che hanno fatto grande la storia di Mac OS X, dal rilascio della prima beta pubblica fino ai giorni nostri. La rubrica toccherà diversi argomenti, spesso in ordine sparso. Un post ogni domenica per ricordare (o imparare) assieme la storia del sistema operativo su cui si basa anche iOS.</p>
<p><strong>Prima Puntata: Come tutto ebbe inizio</strong></p>
<p>Anno 2000, MacWorld Expo. Steve Jobs era tornato alla guida di Apple solo due anni e mezzo prima e aveva già eliminato dalla produzione aziendale articoli come stampanti, la fotocamera digitale QuickTake e l&#8217;Apple Interactive Box. Aveva dato un colpo di spugna anche alla produzione di molti computer, semplificando le linee in consumer e pro: iMac e iBook da un lato, PowerMac e PowerBook dall&#8217;altro. Un piccolo team aveva lavorato in gran segreto all&#8217;evoluzione del sistema operativo che animava i computer prodotti dalla NeXT di Jobs: un nuovo OS, diverso dal System cui gli utenti Mac erano abituati, riscritto da zero, moderno, performante e potente. Gli obiettivi erano chiari sin dall&#8217;inizio: creare un unico sistema operativo (&#8220;a differenza della concorrenza&#8221; come dice lo stesso Jobs) pensato in funzione di internet. Già OS 9 aveva degli strumenti all&#8217;avanguardia che lo rendevano &#8220;il Sistema&#8221; per internet, ma X lo avrebbe superato. Venivano introdotti alcuni elementi innovativi: il Dock (esistevano già le animazioni di riduzione della finestra!), un nuovo Finder, una nuova veste grafica (pensate che all&#8217;epoca Microsoft offriva la terribile interfaccia grigia di Windows 98 e ME) per rendere più piacevole il lavoro. La fase di lancio pianificata da Apple richiese ben 12 mesi: Jobs voleva la migrazione da un sistema all&#8217;altro fosse il più soft possibile, tanto che era possibile installare grazie all&#8217;ambiente Classic Mac OS 9.2 per eseguire le applicazioni che non erano ancora state convertite per X.</p>
<p>Il cuore del sistema è tutt&#8217;ora costituito dal kernel Darwin (di cui Apple rilascia pubblicamente il codice sorgente), basato quello Unix per rendere X un sistema affidabile e sicuro (ed è proprio questa scelta che tutt&#8217;ora non ci permette di avere il taglia e incolla per i file) mossa che, inoltre, permetteva ad Apple di ingraziarsi la comunità del software libero (la stessa scelta sarà presa per WebKit, il motore di Safari). Veniva introdotto il supporto a Quartz per gli effetti grafici e ad OpenGL per l&#8217;accelerazione 3D, mentre QuickTime diventava un componente di sistema per l&#8217;elaborazione dei video.</p>
<p>Gli ambienti per lo sviluppo delle applicazioni supportati erano 3: Classic, che abbiamo analizzato poco fa, Carbon, un set di librerie che permetteva di aggiungere nuove funzionalità alle applicazioni già esistenti e Cocoa, che veniva definito come un ambiente per lo sviluppo ad oggetti di applicazioni: proprio il linguaggio Cocoa è ora alla base delle app per Mac e iOS.</p>
<p>Infine, last but not the least, veniva introdotta una nuova interfaccia grafica chiamata Aqua che sopravvive tutt&#8217;ora in Snow Leopard (ma che in Lion sarà definitivamente abbandonata).</p>
<p>Quel giorno, forse, la platea che applaudiva Jobs per il nuovo OS non aveva ben compreso la portata dell&#8217;innovazione di quel sistema operativo: Aqua avrebbe influenzato l&#8217;interfaccia grafica di Windows XP (Luna) che fu riscritta da zero dopo il keynote di Apple, Darwin avrebbe animato iOS, il Mac si risvegliava da un lungo letargo e iniziava a liberarsi dai luoghi comuni che lo ritenevano un computer adatto solo per la grafica diventando, così, di nuovo un computer per tutti.</p>
<p>Alcune piccole curiosità:</p>
<ul>
<li>OS X fu rilasciato dapprima in versione Beta col nome in codice di Kodiak, un tipico orso dell&#8217;Alaska. I nomi dei felini furono adottati solo dalla relase 10.0 e dalla 10.2 Apple incominciò a usarli non solo come codename di versione ma anche come nomi commerciali. Il dominio <a href="http://www.mammals.org">www.mammals.org</a> (&#8220;mammiferi&#8221;) però rimanda tutt&#8217;ora al sito Apple&#8230;</li>
<li>La versione 10.1 (Puma) è stata l&#8217;unica major relase ad essere rilasciata gratuitamente.</li>
<li>Il sistema operativo non si chiama Mac OS ICS, bensì Mac OS TEN: è il successore i Mac OS 9, solo noi italiani siamo gli unici a chiamarlo ICS. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></li>
</ul>
<p>Vi lascio ai tre video riassuntivi del keynote del MacWorld 2000 e al podcast realizzato per questa puntata.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" width="550" height="443" src="http://www.youtube.com/embed/Ko4V3G4NqII" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" width="550" height="443" src="http://www.youtube.com/embed/6-fkYFV7rOY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" width="550" height="443" src="http://www.youtube.com/embed/2GkoAa5718Y" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
[display_podcast&#8221;]
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		<title>Ecco i primi screenshot della nuova interfaccia di Mac OS X 10.7 Lion</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 01:09:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[OS X]]></category>
		<category><![CDATA[lion]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una fonte di Apple Insider ha provveduto a eseguire alcuni screenshot delle funzionalità del nuovo Mac OS X 10.7 Lion. Come possiamo ben notare, tutto l&#8217;OS ha mutuato il look di iTunes 10 abbandonando le icone colorate nella barra di sinistra del Finder in favore di altre monocromatiche e i pulsanti di selezione sono stati [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una fonte di Apple Insider ha provveduto a eseguire alcuni screenshot delle funzionalità del nuovo Mac OS X 10.7 Lion. Come possiamo ben notare, tutto l&#8217;OS ha mutuato il look di iTunes 10 abbandonando le icone colorate nella barra di sinistra del Finder in favore di altre monocromatiche e i pulsanti di selezione sono stati quasi sempre sostituiti dai pulsanti scorrevoli in stile iOS. I documenti possono essere visualizzati in una modalità simile a coverflow, anche se vengono divisi per tipologia di file.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2939" href="https://www.nerdvana.it/2011/02/25/ecco-primi-screenshot-della-nuova-interfaccia-di-mac-os-10-7-lion/lion5/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2939" title="lion5" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/02/lion5-550x422.png" alt="" width="550" height="422" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2940" href="https://www.nerdvana.it/2011/02/25/ecco-primi-screenshot-della-nuova-interfaccia-di-mac-os-10-7-lion/lion6/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2940" title="lion6" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/02/lion6-550x530.png" alt="" width="550" height="530" /></a></p>
<p>Mail, iCal e Rubrica Indirizzi adottano lo stesso design e molte delle funzioni delle loro controparti per iPad.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2935" href="https://www.nerdvana.it/2011/02/25/ecco-primi-screenshot-della-nuova-interfaccia-di-mac-os-10-7-lion/lion1-2/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2935" title="lion1" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/02/lion11-550x392.png" alt="" width="550" height="392" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2936" href="https://www.nerdvana.it/2011/02/25/ecco-primi-screenshot-della-nuova-interfaccia-di-mac-os-10-7-lion/lion2/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2936" title="lion2" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/02/lion2-550x388.png" alt="" width="550" height="388" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2937" href="https://www.nerdvana.it/2011/02/25/ecco-primi-screenshot-della-nuova-interfaccia-di-mac-os-10-7-lion/lion3/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2937" title="lion3" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/02/lion3-550x345.png" alt="" width="550" height="345" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2938" href="https://www.nerdvana.it/2011/02/25/ecco-primi-screenshot-della-nuova-interfaccia-di-mac-os-10-7-lion/lion4/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2938" title="lion4" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/02/lion4-550x364.png" alt="" width="550" height="364" /></a></p>
<p>Anche l&#8217;applicazione Anteprima riceve un restyling grafico: la barra delle pagine del documento è spostata sulla sinistra ed è possibile visualizzare le preview degli elementi in un&#8217;unica finestra.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2941" href="https://www.nerdvana.it/2011/02/25/ecco-primi-screenshot-della-nuova-interfaccia-di-mac-os-10-7-lion/lion7/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2941" title="lion7" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/02/lion7-550x341.png" alt="" width="550" height="341" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2942" href="https://www.nerdvana.it/2011/02/25/ecco-primi-screenshot-della-nuova-interfaccia-di-mac-os-10-7-lion/lion8/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2942" title="lion8" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/02/lion8-550x341.png" alt="" width="550" height="341" /></a></p>
<p>TextEdit cambia interfaccia e adotta lo stesso sistema di autocorrezione delle parole presente in iOS. Non sappiamo se questa funzionalità può essere integrata anche nelle altre app.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2943" href="https://www.nerdvana.it/2011/02/25/ecco-primi-screenshot-della-nuova-interfaccia-di-mac-os-10-7-lion/lion9/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2943" title="lion9" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/02/lion9-550x441.png" alt="" width="550" height="441" /></a></p>
<p>Sono stati modificati anche i pannelli di gestione del Controllo Censura e dell&#8217;Aspetto del sistema. Nel primo caso le opzioni sono state ordinate nel miglior modo possibile, nel secondo è possibile gestire l&#8217;aspetto delle barre di scorrimento (se usare quelle a scomparsa come in iOS o quelle di Mac OS).</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2944" href="https://www.nerdvana.it/2011/02/25/ecco-primi-screenshot-della-nuova-interfaccia-di-mac-os-10-7-lion/lion10/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2944" title="lion10" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/02/lion10-550x539.png" alt="" width="550" height="539" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2945" href="https://www.nerdvana.it/2011/02/25/ecco-primi-screenshot-della-nuova-interfaccia-di-mac-os-10-7-lion/lion11/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2945" title="lion11" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/02/lion111-550x489.png" alt="" width="550" height="489" /></a></p>
<p>Vi ricordiamo che in Safari è possibile cambiare tab con lo swipe con due dita (sta per arrivare una nuova versione simile a quella di iPad?) e che sono già disponibili le nuove gesture multitouch dai dispositivi di input come il trackpad dei MacBook e dal Magic TrackPad, come mostrato in questo video.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" width="550" height="339" src="http://www.youtube.com/embed/P9m-nyJguo0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Se volete approfondire la conoscenza delle schermate del nuovo OS vi rimando ad <a href="http://www.appleinsider.com/articles/11/02/24/sources_reveal_apples_new_look_interface_for_mac_os_x_lions_finder_mail_and_other_apps.html&amp;page=1">Apple Insider</a>.</p>
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		<title>Il (primo) ruggito del leone: le nuove caratteristiche di Mac OS X Lion. Il punto della situazione</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2011/02/24/il-primo-ruggito-del-leone-le-nuove-caratteristiche-di-mac-os-lion-il-punto-della-situazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 15:18:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[OS X]]></category>
		<category><![CDATA[ios]]></category>
		<category><![CDATA[lion]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre l&#8217;attenzione di tutti è stata canalizzata dall&#8217;introduzione dei nuovi MacBook (sui quali presto scriveremo attente analisi sulle nuove specifiche hardware), Apple ci stupisce ancora una volta aggiornando la pagina del proprio sito ufficiale dedicata al futuro Mac OS X: Lion. Fra le caratteristiche già note e già mostrate al pubblico durante lo scorso keynote [&#8230;]</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2011/02/24/il-primo-ruggito-del-leone-le-nuove-caratteristiche-di-mac-os-lion-il-punto-della-situazione/">Il (primo) ruggito del leone: le nuove caratteristiche di Mac OS X Lion. Il punto della situazione</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2924" href="https://www.nerdvana.it/2011/02/24/il-primo-ruggito-del-leone-le-nuove-caratteristiche-di-mac-os-lion-il-punto-della-situazione/lion1/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2924" title="lion1" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/02/lion1-550x345.png" alt="" width="550" height="345" /></a></p>
<p>Mentre l&#8217;attenzione di tutti è stata canalizzata dall&#8217;introduzione dei nuovi MacBook (sui quali presto scriveremo attente analisi sulle nuove specifiche hardware), Apple ci stupisce ancora una volta aggiornando la pagina del proprio sito ufficiale dedicata al futuro Mac OS X: Lion. Fra le caratteristiche già note e già mostrate al pubblico durante lo scorso keynote (ricordiamo brevemente: il già disponibile Mac AppStore; LaunchPad, una nuova schermata che ricalca molto la home di iOS da cui è possibile avviare le applicazioni installate sul nostro sistema; le app a tutto schermo; MissionControl, l&#8217;evoluzione di Exposè che integra anche la Dashboard, per una gestione più ordinata delle applicazioni aperte; nuove gesture che rendono Mac OS X fruibile con le periferiche multitouch quasi come se fosse un iPad), vengono elencate altre feature che sono realmente destinate a migliorare nettamente il nostro modo di lavorare con Mac OS X:</p>
<p><strong>AutoSave</strong>: le applicazioni potranno salvare automaticamente il lavoro senza che dobbiamo farlo noi manualmente, salvando le modifiche nel documento in corso per risparmiare spazio sul disco. Un&#8217;opzione-lucchetto impedisce i cambiamenti accidentali dei file e li blocca dopo due settimane.</p>
<p><strong>Versioni</strong>: è, di fatto, una sorta di TimeMachine (da cui riprende anche l&#8217;interfaccia) che non sfrutta memorie esterne ma il nostro disco. Lion si occupa di salvare tutte le versioni del file cui lavoriamo, mostrandoci quella attuale e tutte le altre, in modo da poterne rilevare le differenze e scegliere se vogliamo ripristinarne una più vecchia. Speriamo si possa selezionare su quali cartelle e/o file attivare Versioni, altrimenti presto il nostro disco potrebbe essere occupato dalle varie copie.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2925" href="https://www.nerdvana.it/2011/02/24/il-primo-ruggito-del-leone-le-nuove-caratteristiche-di-mac-os-lion-il-punto-della-situazione/versions/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2925" title="versions" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/02/versions-550x343.jpg" alt="" width="550" height="343" /></a></p>
<p><strong>Resume</strong>: se abbiamo necessità di riavviare il Mac, Resume si occuperà di ripristinare la Scrivania così come l&#8217;avevamo lasciata, con tutti i programmi e le finestre aperte allo stesso punto. Questa funzione è figlia del multitasking in stile iOS: le app, in Lion, vengono &#8220;congelate&#8221; e rese inattive, come se fossero chiuse, in modo da non occupare preziose risorse di sistema, in modo da renderle disponibili quando le selezioniamo per riaprirle.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2926" href="https://www.nerdvana.it/2011/02/24/il-primo-ruggito-del-leone-le-nuove-caratteristiche-di-mac-os-lion-il-punto-della-situazione/resume/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2926" title="resume" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/02/resume-550x343.jpg" alt="" width="550" height="343" /></a></p>
<p><strong>Mail 5</strong>: una perfetta sintesi degli attuali Mail per Mac OS X e per iOS, con alcune funzioni mutuate da PostBox 2, come il raggruppamento delle mail appartenenti alla stessa conversazione che vengono mostrate in ordine cronologico una sotto l&#8217;altra.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2927" href="https://www.nerdvana.it/2011/02/24/il-primo-ruggito-del-leone-le-nuove-caratteristiche-di-mac-os-lion-il-punto-della-situazione/mail/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2927" title="mail" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/02/mail-550x343.jpg" alt="" width="550" height="343" /></a></p>
<p><strong>AirDrop</strong>: una sorta di DropBox per soli Mac user all&#8217;interno di una stessa rete. Dal Finder saranno visibili i colleghi che, sulla stessa rete, hanno attivato AirDrop: basterà trascinare un file sull&#8217;icona che li rappresenta per inviar loro tutti i file che vogliamo. Quando un utente accetta la ricezione del file, questo sarà disponibile nella sua cartella Download.</p>
<p><strong>Lion Server</strong>: last but not the least, Apple ha deciso di fondere Mac OS X dedicato ai computer normali e la sua versione per i server in un&#8217;unico OS, scelta dovuta tanto all&#8217;abbandono della linea Xserve quanto al seguire la solita via della semplificazione.<br />Qualsiasi Mac potrà essere configurato come server di rete, gestendo con pochi click notifiche push, condivisione file, calendari, contatti, chat, Time Machine, VPN, web e Wiki Server 3 che, per la prima volta, integrerà My Page, Updates, Wikis, People e il server Podcast. Inoltre grazie al protocollo WebDAV gli utenti iPad potranno condividere e modificare file nella rete, ma non gli utenti iPhone.<br />Grazie alla gestione centralizzata dei Profili, potranno essere configurati a distanza i client Mac OS X Lion, iPhone e iPad attraverso l&#8217;utilizzo delle notifiche push.<br />Inoltre, a mio parere, l&#8217;unione dei due OS porterà finalmente ad un abbassamento radicale del prezzo del MacMini Server, che costa attualmente quasi 1000 € a causa del costo della licenza di SnowLeopard Server.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2928" href="https://www.nerdvana.it/2011/02/24/il-primo-ruggito-del-leone-le-nuove-caratteristiche-di-mac-os-lion-il-punto-della-situazione/server/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2928" title="server" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/02/server-550x310.jpg" alt="" width="550" height="310" /></a></p>
<p>Ovviamente, tutte le nuove funzioni di Lion saranno disponibili solo con le app specificamente sviluppate per il nuovo OS X. Tante innovazioni da parte di Apple, quasi come se fosse una sonora risposta a chi l&#8217;ha criticata per essersi dedicata più ad iOS che al mondo Mac.</p>
<p>Mac OS X Lion da oggi è disponibile in beta per tutti gli sviluppatori aderenti al Mac Developer Program. Se volete scoprirne di più visitate la <a href="http://www.apple.com/it/macosx/lion/">pagina dedicata sul sito Apple</a>.</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2011/02/24/il-primo-ruggito-del-leone-le-nuove-caratteristiche-di-mac-os-lion-il-punto-della-situazione/">Il (primo) ruggito del leone: le nuove caratteristiche di Mac OS X Lion. Il punto della situazione</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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		<title>Mac OS può essere eseguito anche sul CR-48 di Google</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2011/01/02/mac-os-puo-essere-eseguito-anche-sul-cr-48-di-google/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jan 2011 14:54:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[chrome os]]></category>
		<category><![CDATA[cr-48]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Google, per promuovere il suo Chrome OS, da circa un mese entrato ufficialmente in fase beta pubblica, sta distribuendo (purtroppo solo negli USA) un laptop ottimizzato per i suoi servizi cloud. Un utente molto in gamba è riuscito ad eseguire sul suo portatile made in Google Mac OS X, tramite l&#8217;inserimento di alcuni nuovi driver [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2010" href="https://www.nerdvana.it/2011/01/02/mac-os-puo-essere-eseguito-anche-sul-cr-48-di-google/cr-48-os-x/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-2010" title="cr-48-os-x" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2011/01/cr-48-os-x-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" /></a>Google, per promuovere il suo Chrome OS, da circa un mese entrato ufficialmente in fase beta pubblica, sta distribuendo (purtroppo solo negli USA) un laptop ottimizzato per i suoi servizi cloud. Un utente molto in gamba è riuscito ad eseguire sul suo portatile made in Google Mac OS X, tramite l&#8217;inserimento di alcuni nuovi driver e l&#8217;uso di Chameleon come bootloader. Il risultato è nel video che segue. Qualora doveste essere in possesso di un CR-48 e volete provare l&#8217;installazione dell&#8217;OS della mela, potete seguire le istruzioni che vengono elencate durante il video.</p>
<p><object width="550" height="334"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/CdxL2PWwI64?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/CdxL2PWwI64?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="550" height="334"></embed></object></p>
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		<title>Pixelmator: il Photoshop per chi è non è un professionista a 20 €, solo per oggi</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2010/11/05/pixelmator-il-photoshop-per-chi-e-non-e-un-professionista-a-20-e-solo-per-oggi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 13:17:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; difficile che segnaliamo particolari offerte sui programmi per Mac, ma oggi MacUpdate con la promo odierna ci stupisce con lo sconto del 51% su Pixelmator, il potente e semplice editor di immagini per Mac OS X definito dall&#8217;intera comunità internazionale come il Photoshop for the rest of us (il Photoshop per il resto di [&#8230;]</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2010/11/05/pixelmator-il-photoshop-per-chi-e-non-e-un-professionista-a-20-e-solo-per-oggi/">Pixelmator: il Photoshop per chi è non è un professionista a 20 €, solo per oggi</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/11/front.jpg" data-rel="lightbox-gallery-vcFOhawL" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1525" title="" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/11/front-e1288963010944.jpg" alt="Pixelmator" width="600" height="273" /></a></p>
<p>E&#8217; difficile che segnaliamo particolari offerte sui programmi per Mac, ma oggi MacUpdate con la promo odierna ci stupisce con lo sconto del 51% su Pixelmator, il potente e semplice editor di immagini per Mac OS X definito dall&#8217;intera comunità internazionale come il <em>Photoshop for the rest of us</em> (il Photoshop per il resto di noi).</p>
<p>In Pixelmator sono presenti molti pennelli, strumenti per il disegno e la correzione del colore, per il ritocco (come il timbro e il contagocce, fondamentali per la correzione delle foto), per l’inserimento di testo e per l&#8217;organizzazione e la gestione dei livelli e delle trasparenze. Pixelmator supporta l&#8217;integrazione con la libreria di iPhoto, permettendo il trascinamento delle immagini al suo interno per la modifica. Il programma è perfettamente compatibile anche con le webcam iSight. Segnaliamo, inoltre, la possibilità di utilizzo di Automator per creare flussi di lavoro, il supporto dei profili ColorSync, l&#8217;importazione di lavori precedentemente realizzati in Photoshop, l&#8217;importazione dei pennelli del programma di casa Adobe e la possibilità di sfruttare filtri di terze parti (purchè sfruttino Core Image o Quartz Composer). Pixelmator, ovviamente, è localizzato anche in italiano.</p>
<p>Potete acquistare Pixelmator con uno sconto del 51% a 29$ (circa 20 €) al posto di 59$ (circa 41€) direttamente dal <a href="&lt;br&gt;&lt;a href='http://www.mupromo.com/?ref=8833'&gt;Today's MacUpdate Promo, 40% off&lt;/a&gt;">sito di MacUpdate Promo, cliccando qui</a>. Per maggiori informazioni su Pixelmator vi rimandiamo ad una prossima recensione e al <a href="http://www.pixelmator.com/">sito ufficiale del produttore</a>.</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2010/11/05/pixelmator-il-photoshop-per-chi-e-non-e-un-professionista-a-20-e-solo-per-oggi/">Pixelmator: il Photoshop per chi è non è un professionista a 20 €, solo per oggi</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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		<title>La storia dei codename di Mac OS X: perchè i felini?</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2010/10/23/la-storia-dei-codename-di-mac-os-x-perche-i-felini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Oct 2010 15:57:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[mac os x]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non so voi, ma io mi sono sempre chiesto perchè Apple dia alle major relase di Mac OS X il nome di un felino. Indagando qui e lì ho scoperto una cosa simpatica e a tratti inquietante. Quando molti di noi non erano ancora nati o non sapevano cosa fossero Mac OS e la Apple, l&#8217;allora [&#8230;]</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2010/10/23/la-storia-dei-codename-di-mac-os-x-perche-i-felini/">La storia dei codename di Mac OS X: perchè i felini?</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/10/Mac-OS-X-10.7-Lion.jpg" data-rel="lightbox-gallery-XDtzIygb" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1330" title="" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/10/Mac-OS-X-10.7-Lion.jpg" alt="" width="600" height="400" /></a></p>
<p>Non so voi, ma io mi sono sempre chiesto perchè Apple dia alle major relase di Mac OS X il nome di un felino. Indagando qui e lì ho scoperto una cosa simpatica e a tratti inquietante. <br />Quando molti di noi non erano ancora nati o non sapevano cosa fossero Mac OS e la Apple, l&#8217;allora consiglio di amministrazione (nel periodo in cui Steve Jobs non era più in Apple) per cercare di risanare il bilancio dell&#8217;azienda e aumentare la diffusione di Mac OS 8, decise di concedere l&#8217;utilizzo in licenza del sistema operativo ad alcuni costruttori di macchine Mac compatibili. Tralasciando il fatto che questo si rivelò come il più grande errore di quel consiglio di amministrazione (Apple guadagna molto dall&#8217;hardware e non dal software: visto che le vendite di hardware calarono a causa dell&#8217;economicità delle macchne compatibili, l&#8217;azienda si indebitò ancora di più!), parliamo di uno degli assemblatori, Shaye.<br />La Shaye decise di introdurre diverse macchine sul mercato e, come tutte le aziende che si rispettino, diede loro dei nomi: <strong>Lion, Panther, Tiger, Leopard, Jaguar, Puma, Cheetah, Lynx</strong>. Curioso, vero? Calcolando che Apple ha già registrato, oltre tutti gli altri felini qui elencati, il trademark <strong>Cougar</strong>, le relase di Mac OS X fino alla 10.9 sono coperte. E poi? Che ne sarà da Mac OS XI? Provate ad andare all&#8217;indirizzo <a title="Apple.com" href="http://www.mammals.org">www.mammals.org</a>. E non dite che non vi avevamo avvertito! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2010/10/23/la-storia-dei-codename-di-mac-os-x-perche-i-felini/">La storia dei codename di Mac OS X: perchè i felini?</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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		<title>Evento Back to the Mac: cosa aspettarsi e cosa non attendersi.</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2010/10/19/evento-back-to-the-mac-cosa-aspettarsi-e-cosa-non-attendersi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 09:44:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; inutile girarci attorno: domani è il giorno di Mac Os X 10.7 Lion. Sebbene quasi sicuramente sarà solo mostrata una beta (il rilascio della versione definitiva avverrà il prossimo anno), i veri utenti Apple, cresciuti a pane, OS X e G5, non stanno più nella pelle. Vediamo assieme una lista di cosa aspettarsi dall&#8217;evento [&#8230;]</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2010/10/19/evento-back-to-the-mac-cosa-aspettarsi-e-cosa-non-attendersi/">Evento Back to the Mac: cosa aspettarsi e cosa non attendersi.</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/10/www.boygeniusreport.jpeg" data-rel="lightbox-gallery-Ppm0XACw" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1207" title="" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/10/www.boygeniusreport.jpeg" alt="" width="560" height="372" /></a></p>
<p>E&#8217; inutile girarci attorno: domani è il giorno di Mac Os X 10.7 Lion. Sebbene quasi sicuramente sarà solo mostrata una beta (il rilascio della versione definitiva avverrà il prossimo anno), i veri utenti Apple, cresciuti a pane, OS X e G5, non stanno più nella pelle. Vediamo assieme una lista di cosa aspettarsi dall&#8217;evento ormai imminente.</p>
<p><strong>iChat+Facetime</strong>: integrazione piuttosto ovvia: non ci sorprenderebbe un rilascio di iChat anche per Windows. Se Apple vuole imporre uno standard lo apre a tutte le piattaforme (qualcuno ha detto QuickTime e HTML5 con Safari?).</p>
<p><strong>Mac App Store</strong>: poco probabile, ma non da escludere a priori. Lo stesso Steve Jobs, mesi addietro, disse che non avrebbe mai visto la luce un simile store così come anni orsono dichiarò che gli iPod non avrebbero mai riprodotto i video. Un App Store che magari distribuisca applicazioni più semplici e leggere, affiancandosi ai canali di distribuzione esistenti potrebbe essere molto più probabile di quello che si pensi.</p>
<p><strong>Integrazione profonda della tecnologia Multi-Touch</strong>: Apple potrebbe estendere le gesture multi-touch tramite api disponibili per tutti gli sviluppatori. Di certo, finchè non introdurrà sul mercato Mac con schermo multi-touch, non aspettiamoci di poter avere la stessa user experience di iOS: Mac OS X rimane pur sempre un sistema operativo desktop basato sul puntatore del mouse.</p>
<p><strong>iOS al posto della Dashboard</strong>: improbabile per le motivazioni sopra addotte, ma non da escludere totalmente. Certo, non tutte le applicazioni potrebbero essere usate tramite puntatore, ma ricordiamo che potrebbero recepire i movimenti dai trackpad multi-touch dei MacBook o dal Magic TrackPad di recente introduzione come se fossero lo schermo di un iPhone.</p>
<p><strong>Supporto per il Cloud Computing</strong>: quella webfarm da milioni di dollari ci fa riflettere: non è possibile che venga utilizzata solo per iTunes e MobileMe. Il supporto cloud è molto probabile. A pagamento, ovviamente.</p>
<p><strong>Nuovi Dock e Finder</strong>: grafica rinnovata e nuove funzionalità per il primo (magari una anteprima delle finestre aperte al passaggio del mouse sull&#8217;icona di una applicazione e stack con il supporto per lo scrolling) mentre è molto probabile una nuova interfaccia per il secondo sullo stile di iTunes 10, magari con il supporto per i tab.</p>
<p><strong>Nuovo QuickLook</strong>: Notizia dell&#8217;ultim&#8217;ora vorrebbe un redesign per l&#8217;utile feature di Mac OS X: interfaccia bianca e non più nera e integrazione in Spotloght: passando il puntatore su un documento nei risultati della ricerca QuickLook ci mostrerà con un pop-up la sua anteprima.</p>
<p><strong>Supporto nativo per NTFS</strong>: ci speriamo anche stavolta, ma ne dubitiamo.</p>
<p><strong>Supporto avanzato per AirPlay e AirPrint</strong>: abbastanza ovvio.</p>
<p><strong>Nuovo QuickTime X</strong>: QuickTime X ha ridefinito gli standard per la riproduzione e, nella sua versione server, per la redistribuzione dei video, ma manca di molte funzionalità presenti nella versione 7 Pro: non ci stupiremmo se a questo giro venissero integrate.</p>
<p>Ovviamente, questo è quanto si può prevedere, ma Apple ci ha sempre stupito con l&#8217;imprevedibile. Appuntamento a domani, dunque: il nuovo Mac OS X e il nuovo MacBook Air ci aspettano!</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2010/10/19/evento-back-to-the-mac-cosa-aspettarsi-e-cosa-non-attendersi/">Evento Back to the Mac: cosa aspettarsi e cosa non attendersi.</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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		<title>Una immagine vale più di 1000 parole: Mac OS X 10.7 Lion</title>
		<link>https://www.nerdvana.it/2010/10/13/una-immagine-vale-piu-di-1000-parole-mac-os-x-10-7-lion/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 15:28:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mercoledì 20 Ottobre 2010: a quanto pare vedremo qualcosa di relativo a Mac Os 10.7, che, a giudicare dall&#8217;invito che Apple sta inviando alle testate giornalistiche, dovrebbe chiamarsi Lion. FINALMENTE!</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2010/10/13/una-immagine-vale-piu-di-1000-parole-mac-os-x-10-7-lion/">Una immagine vale più di 1000 parole: Mac OS X 10.7 Lion</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/10/www.boygeniusreport.jpeg" data-rel="lightbox-gallery-XOGsthd6" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1207" title="" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/10/www.boygeniusreport.jpeg" alt="" width="560" height="372" /></a></p>
<p>Mercoledì 20 Ottobre 2010: a quanto pare vedremo qualcosa di relativo a Mac Os 10.7, che, a giudicare dall&#8217;invito che Apple sta inviando alle testate giornalistiche, dovrebbe chiamarsi Lion. FINALMENTE!</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2010/10/13/una-immagine-vale-piu-di-1000-parole-mac-os-x-10-7-lion/">Una immagine vale più di 1000 parole: Mac OS X 10.7 Lion</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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		<title>iMac Touch: la vera novità è lo switch da Mac OS X a iOS!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 09:40:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spotlight]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ed eccoci di nuovo ad approfondire una notizia riportata da molte fonti di informazione italiane, ma, come al solito, per metà. Si tratta della registrazione di un nuovo brevetto di Apple: l&#8217;iMac Touch. Molti di voi si chiederanno: e la novità dov&#8217;è? HP produce computer desktop all-in-one da più di un anno! E&#8217; vero&#8230; ma [&#8230;]</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2010/08/24/imac-touch-la-vera-novita-e-lo-switch-da-mac-os-x-a-ios/">iMac Touch: la vera novità è lo switch da Mac OS X a iOS!</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/08/1.jpg" data-rel="lightbox-gallery-syEKvvu2" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-648" title="" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/08/1-e1282641113146.jpg" alt="iMac Touch 1" width="600" height="369" /></a></p>
<p>Ed eccoci di nuovo ad approfondire una notizia riportata da molte fonti di informazione italiane, ma, come al solito, per metà. Si tratta della registrazione di un nuovo brevetto di Apple: l&#8217;iMac Touch. Molti di voi si chiederanno: e la novità dov&#8217;è? HP produce computer desktop all-in-one da più di un anno! E&#8217; vero&#8230; ma andiamo con ordine. Vediamo la prima immagine registrata da Cupertino:</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/08/2.jpg" data-rel="lightbox-gallery-syEKvvu2" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-649" title="" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/08/2-e1282641157702.jpg" alt="iMac Touch 2" width="600" height="411" /></a></p>
<p>Come si evince facilmente, in posizione verticale l&#8217;iMac opera normalmente in modalità Mac OS X: tastiera, mouse e magic trackpad. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Vi invito sin d&#8217;ora a tenere bene a mente due cose: la parte tratteggiata dello stand (non notate qualche differenza?) e i rettangolini indicati dal numero 119. Prossima immagine:</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/08/3.jpg" data-rel="lightbox-gallery-syEKvvu2" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-650" title="" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/08/3-e1282641493256.jpg" alt="iMac Touch 3" width="600" height="370" /></a></p>
<p>in modalità inclinata, l&#8217;iMac opera in modalità iOS! Ebbene sì, questa è la vera novità che molti non hanno riportato, soffermandosi solo alle caratteristiche multitouch dello schermo: grazie ai sensori di movimento (indicati dal numero 119) e grazie allo stand inclinabile (c&#8217;è una cerniera sia sotto il monitor che una rotonda all&#8217;angolo dello stand), il futuro iMac sarà in grado di caricare iOS permettendoci l&#8217;utilizzo delle applicazioni di AppStore sul nostro Mac. Riportando l&#8217;iMac in posizione verticale, si ritornerà alla modalità Mac OS X.<br />
Ovviamente Apple ha pensato proprio a tutto, brevettando sia lo stand reclinabile:</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/08/4.jpg" data-rel="lightbox-gallery-syEKvvu2" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-651" title="" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/08/4-e1282641785465.jpg" alt="iMac Touch 4" width="600" height="366" /></a></p>
<p>sia la posizione dei sensori di movimento che permettono lo switch fra i due sistemi operativi:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/08/5.jpg" data-rel="lightbox-gallery-syEKvvu2" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-652" title="" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/08/5-e1282641896274.jpg" alt="iMac Touch 5" width="600" height="448" /></a></p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/08/4.jpg" data-rel="lightbox-gallery-syEKvvu2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""></a>sia la nuova interfaccia di iOS per Mac:</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/08/6.jpg" data-rel="lightbox-gallery-syEKvvu2" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-653" title="" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/08/6-e1282641982663.jpg" alt="iMac Touch 6" width="600" height="759" /></a></p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/08/6.jpg" data-rel="lightbox-gallery-syEKvvu2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""></a>in cui possiamo notare la presenza di un dock e la classica barra del Finder in alto, rendendo quindi iOS un ibrido con Mac OS X.<br />
Per dovere di cronaca, pubblichiamo anche lo schema elettronico del nuovo iMac:</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/08/7-e1282642160649.jpg" data-rel="lightbox-gallery-syEKvvu2" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-654" title="" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/08/7-e1282642160649.jpg" alt="iMac Touch 7" width="600" height="622" /></a></p>
<p>e il brevetto relativo a un futuro MacBook Touch con schermo girevole per trasformarlo in un tablet (ok, questa è la classica scoperta dell&#8217;acqua calda), rendendo così anche i MacBook compatibili con iOS:</p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/08/8.jpg" data-rel="lightbox-gallery-syEKvvu2" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-655" title="" src="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/08/8-e1282642349667.jpg" alt="iMac Touch 8" width="600" height="426" /></a></p>
<p><a href="https://www.nerdvana.it/wp-content/uploads/2010/08/8.jpg" data-rel="lightbox-gallery-syEKvvu2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""></a>I nuovi Mac potrebbero dare nuova linfa vitale ad AppStore: gli sviluppatori potrebbero creare applicazioni multipiattaforma (iPhone, iPad, AppleTV/iTV, Mac) aumentando così i propri guadagni mentre gli utenti potrebbero risparmiare qualcosa riuscendo a utilizzare le proprie applicazioni su più device: basti pensare, ad esempio, ai vari programmi di fotoritocco per iPad che potrebbero essere facilmente adattati per lo schermo più ampio dei Mac offendo nuove e performanti funzionalità, o, ancora, alle app di streaming dei canali televisivi: con una sola di esse un&#8217;emittente raggiungerebbe l&#8217;utenza Apple nella sua totalità monetizzando con iAd ed infine, a giochi che siano veramente fruibili su qualsiasi dispositivo in nostra dotazione.<br />
Che ne pensate? Questo nuovo modo di intendere il personal computing si rivelerà un successo o sarà un fallimento alla stregua di Pippin?</p>
<p>Questo post <a href="https://www.nerdvana.it/2010/08/24/imac-touch-la-vera-novita-e-lo-switch-da-mac-os-x-a-ios/">iMac Touch: la vera novità è lo switch da Mac OS X a iOS!</a> è stato pubblicato su <a href="https://www.nerdvana.it">Nerdvana - Nerd Magazine</a>.</p>
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