Recensione AirBeam per iOS e Mac OS: iPhone e Mac diventano IP camera con rilevamento di suono e movimento

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Le applicazioni che quest’oggi andiamo a presentare, complementari l’una all’altra, riescono a fare delle fotocamere integrate nei dispositivi iOS e di quelle che montano i Mac, un uso ben diverso da quello per cui sono state progettate, ma che grazie all’alta qualità delle stesse, lo standard rimane davvero elevato.

Le applicazioni in questione sono AirBeam ed AirBeam Pro, rispettivamente l’una per iOS e l’altra per Mac OS. Si accennava alla loro complementarietà, in effetti, a seconda dell’uso, possono essere usate alternativamente sia come applicazione server che come applicazione client. Se l’una trasmette infatti, l’altra è in grado di rilevare all’interno della LAN, di solito una WiFi, il dispositivo sul quale viene eseguita la sua complementare, per stabilire una connessione.

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Le due applicazioni sono perfettamente identiche, per cui tutto ciò che si dirà in merito ad una, vale in maniera duale per l’altra.

Al lancio, l’app provvederà in prima istanza a cercare all’interno della rete locale un dispositivo trasmittente, se intercettato, apparirà a schermo l’immagine relativa al dispositivo stesso, con all’interno l’immagine più o meno in tempo reale di quanto da quest’ultimo ripreso. Se selezionato apparirà a schermo tutto ciò che rientra nel campo visivo ed uditivo del trasmittente.

Se invece il nostro scopo è quello di inviare del segnale, sarà sufficiente selezionare la scheda “Camera”. In questo modo, sia sullo schermo del trasmittente che del ricevente apparirà la medesima immagine. Se l’applicazione rimane attiva per un tempo prolungato, al fine di non incidere in modo gravoso sulla batteria, lo schermo del dispositivo che trasmette verrà oscurato, ma l’app rimarrà comunque in esecuzione. Se si è attivato anche l’audio è importante che i due dispositivi non siano vicini in quanto si avrebbe un effetto loop che porterebbe alla risonanza. Nulla di grave, tranne un suono fastidioso.

È importante sottolineare che il funzionamento di queste applicazioni non è solo punto – punto, ma può essere anche multipunto. In altre parole, ogni ricevitore, può tenere sotto controllo più di una stazione. In modalità anteprima addirittura contemporaneamente anche se con delle performance ridotte.

Per rimanere in ambito prestazioni, la qualità video, che può essere modificata per qualità, quantità di pixel e frequenza di frame, rete permettendo, può essere veramente elevata. Se la WiFi alla quale si è collegati è abbastanza potente, di può trasmettere a 720p in alta qualità e a 30fps con una fluidità inaspettata. Per una rete normale, i parametri con i quali si riesce ad ottenere un buon compromesso sono 720p, 20fps e qualità media.

Il flusso audio/video emesso, oltre che da uno o più dispositivi che montano una delle due app, può anche essere riprodotto tramite browser, inserendo il solo indirizzo IP della stazione trasmittente.
Con una corretta configurazione, per cui lo sviluppatore mette a disposizione una guida chiara e completa, potremo addirittura visualizzare l’immagine catturata dal di fuori della nostra rete locale, quindi in 3G o comunque da una rete diversa da quella sotto la quale si trova il dispositivo trasmittente. Tutto ciò, naturalmente, a patto che l’operatore della rete alla quale è collegato il trasmittente, fornisca una banda sufficiente in upload.

Su entrambe le applicazioni, attraverso le impostazioni, si può intervenire per personalizzare diversi parametri, oltre a quelli già accennati relativamente al video. La trasmissione può essere protetta tramite password e la sensibilità del rilevamento sia audio che video può essere personalizzata, ed eventualmente far in modo che venga emesso un suono alla percezione di un movimento od un altro suono.

Oltre all’invio del flusso video catturato dalla fotocamera, sia da remoto che in locale, è possibile far partire la registrazione. È inoltre possibile fare in modo che la stessa parta con il rilevamento di un movimento o di un suono, per una durata personalizzabile da 1 a 30 secondi.

AirBeam è localizzata in Inglese, Tedesco; è compatibile con iPhone, iPod touch e iPad. Richiede iOS 5.0 o successivi.

AirBeam Pro è localizzata in Inglese, Tedesco; Richiede OS X 10.7 o successivi.

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